18/03/2012

Nuovi avvertimenti sui pacchetti di sigarette in arrivo dall’UE (#fumo)

 

 

 
“Il fumo provoca il cancro alla bocca e alla gola”, “Il fumo aumenta il rischio di cecità”, “Il fumo rovina i denti e le gengive”, “I figli dei fum...

31/01/2012

NO SMOKING…BE HAPPY

 

NO SMOKING…BE HAPPY

 
 
 

Nell’ambito della campagna anti-fumo promossa dalla Fondazione Veronesi, in collaborazione con la Fondazione Pfizer, arriva l’applicazione per iPhone e iPad “No Smoking Be hAPPy“. L’applicazione fornisce informazioni utili sulle iniziative finalizzate alla disassuefazione dal fumo e permette di monitorare i progressi quotidiani di coloro che decidono di abbandonare il vizio.

L‘applicazione è infatti divisa in due sezioni, ‘No Smoking’ e ‘Be Happy’. La prima sezione, ‘No Smoking’, permetterà agli utenti di essere costantemente informati su tutte le iniziative della campagna No Smoking Be Happy e sui Centri anti-fumo più vicini, oltre che su come e perché smettere di fumare.
La seconda sezione, ‘Be Happy’, aiuterà il fumatore nel suo percorso di disassuefazione dal vizio, informandolo sui progressi fatti sin dal giorno in cui si è deciso di dire addio al fumo, sui benefici fisici che si possono ottenere grazie all’eliminazione delle sostanze tossiche assimilate attraverso il fumo, i soldi risparmiati, fino ai benefici legati al non fumare, di cui gioveranno anche i propri cari e tutti coloro che fino a quel momento avevano subito la presenza del fumo passivo. Tutto ciò grazie a simulazioni grafiche, che permetteranno di far vedere i miglioramenti nel tempo del proprio organismo e del proprio aspetto, dai primi giorni in cui si smette di fumare sino a diversi anni dopo!
Clicca QUI per scaricare l’applicazione.

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12/01/2012

Tossicita' tabacco. Phillip Morris ha occultato dati. Studio

 

 

Tossicita' tabacco. Phillip Morris ha occultato dati. Studio

 
 
 
Uno studio dell'Universita' della California di San Francisco fa sapere che molti dati sulla pericolosita' dei propri prodotti sono stati occultati dalle industrie del tabacco. Lo studio, pubblicato su PLRS MediciQe, si riferisce a dati che Phillip Morris pubblico' nel 2002 relativi a piu' di 300 dipendenti dal tabacco sui quali agivano i componenti tossici delle sostanze e fu occultato il fatto che [...]

23/12/2011

Il paese liberato dal fumo

 

Il paese liberato dal fumo

 
 
 

Giornalettismo - Il governo del Brasile ha promulgato una nuova legge che protegge la salute dei suoi oltre 190 milioni di abitanti tramite il divieto di fumare in tutti gli spazi chiusi utilizzati dalla collettività, sia pubblici che privati. Firmata dal presidente Dilma Rousseff, la nuova legge fa del Brasile il più grande paese al mondo a dichiarare tutti i luoghi di lavoro e le zone al coperto “smoke-free” al 100%.

LA LOTTA AL FUMO - Con questa presa di posizione storica, il Brasile diventa il 14esimo paese delle Americhe a proclamarsi “libero dal fumo” dal 2005. Uruguay, Colombia, Panama, Guatemala, Barbados, Trinidad e Tobago, Argentina, Perù, Honduras, Venezuela, Ecuador e El Salvador lo hanno fatto in precedenza con leggi nazionali, mentre il Canada ha adottato alcune norme sub-nazionali che proteggono il 90% della sua popolazione.

 

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24/11/2011

info fumo - regione toscana

 

 

  www.infofumo.it
Il Centro 
offre un servizio di informazione per la formazione e la ricerca scientifica sul tabacco e gli aspetti ad esso correlati. CONTATTATECI PER INFORMAZIONI E RICERCHE su temi legati alla salute, alla medicina e psicologia.

Il Centro fa parte della RETE CEDRO, la Rete dei centri di cocumentazione della Regione Toscana.
I nostri servizi offerti:
-ricerca bibliografica sui temi scientifici, medici e psicologici
-reference ed informazione bibliografica 
- document delivery, newsletter
- consultazione e prestito di libri e riviste scientifiche: in Italia siamo gli unici a possedere Nicotine & Tobacco Research, la rivista più autorevole del settore!

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16/10/2011

DA FUMO, ALCOL E OBESITA’ I RISCHI MAGGIORI

 

Sanità / Istat: DA FUMO, ALCOL E OBESITA’ I RISCHI MAGGIORI

 
 
 

I tumori e le malattie del sistema circolatorio, più frequenti nelle età adulte e senili, rappresentano le principali cause di ricovero sia in Italia, sia nel resto dell’Europa.
Il fumo, l’alcol e l’obesità sono i principali fattori di rischio per la salute.
In Italia, i fumatori rappresentano il 23% della popolazione di 14 anni e più, i consumatori di alcol a rischio il 16,1%, le persone obese il 10,3%.
Lo dice l’Istat nel rapporto “Noi Italia 2011: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” .

Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell’Ue.
In Italia, continua il dossier, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 32,6 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 26,6 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (36,8) rispetto alle donne (19,6). I tumori rappresentano in Italia e in Europa la seconda causa di morte (2007).

Per approfondimenti: http://noi-italia.istat.it

 
 
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10/10/2011

Gran Bretagna, rimossi i distributori di sigarette

 

Gran Bretagna, rimossi i distributori di sigarette. La mossa del Governo per battere la dipendenza dei minori

 
 
 

In Gran Bretagna sono stati rimossi tutti i distributori di sigarette per ridurre il consumo di tabacco fra i giovani e aiutare i fumatori che hanno deciso di smettere.

Leggi sul Sole 24 Ore

 
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09/10/2011

Gran Bretagna, rimossi i distributori di sigarette

Gran Bretagna, rimossi i distributori di sigarette. La mossa del Governo per battere la dipendenza dei minori

 
 
 

In Gran Bretagna sono stati rimossi tutti i distributori di sigarette per ridurre il consumo di tabacco fra i giovani e aiutare i fumatori che hanno deciso di smettere.

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06/10/2011

PIU’ INTERVENTI DI COMUNITA’ CONTRO IL FUMO

PIU’ INTERVENTI DI COMUNITA’ CONTRO IL FUMO

 

 
 

Da una recente revisione di letteratura sulla cessazione dell’abitudine al fumo è emerso che la maggioranza di studi in questo campo sono rivolti all’analisi delle strategie individuali, soprattutto terapie farmacologiche e comportamentali, anche se la gran parte dei fumatori smette in modo spontaneo.
Il prevalere della cultura della medicalizzazione ai problemi di salute e il ruolo dell’industria farmaceutica nel finanziare la ricerca  contribuiscono a questo squilibrio. Inoltre, in  campo farmacologico, sono richiesti standard elevati di efficacia che possono essere raggiunti solo se si investe in ricerca.
Nell’articolo i ricercatori ipotizzano che se standard di efficacia elevati fossero richiesti anche per le misure di contrasto al fumo di tabacco che hanno come target la popolazione,  (ad es. campagne informative, pubblicità sui pacchetti di  sigarette, divieti e restrizioni per la vendita), questo potrebbe favorire la ricerca in questo campo e la diffusione di queste misure.

Global research neglect of population-based approaches to smoking cessation: time for a more rigorous science of population health interventions/ D. Lawrence, F. Mitrou, S. R. Zubrick
Contenuto in: Addiction, n. 9 settembre 2011, pag. 1.549 -1. 554

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01/10/2011

smettere di fumare

INTERVENTO MOTIVAZIONALE PERSONALIZZATO PER SMETTERE DI FUMARE

 
 
 

Sebbene molti fumatori siano consapevoli dei rischi associati al fumo, il tabacco continua ad essere la prima causa di morte evitabile.
In Spagna ci sono stati oltre 53.000 morti attribuibili al fumo di tabacco nel 2006 e i dati dell’indagine nazionale sullo stato di salute della popolazione hanno rilevato che la percentuale di fumatori è pari al 30%. Fra le donne il consumo è cresciuto durante gli anni ’70 raggiungendo i valori più alti fra il 1995 e il 2001, poi è cominciato a scendere; fra gli uomini il consumo è cominciato a diminuire dalla metà degli anni ’70.I servizi sanitari di base potrebbero giocare un ruolo chiave nella cessazione del fumo: infatti, oltre il 70% della popolazione in Spagna si è rivolta a questi servizi dalle 5 alle 6 volte all’anno.
L’intervento motivazionale è una delle strategie utilizzate nella cessazione del fumo, che aiuta a capire e risolvere l’ambivalenza che impedisce alle persone di cambiare un comportamento dannoso per la salute.Il modello d’intervento più diffuso almeno nella promozione della salute è quello basato sulla teoria del cambiamento di Prochaska e Di Clemente.
Da una recente revisione di letteratura è emerso che l’efficacia dell’intervento motivazionale dipende dalla fase in cui si trova il soggetto (pre-contemplativa, contemplativa ecc.).
L’ipotesi dello studio, presentato nell’articolo, è che l’intervento vada adattato alla fase di cambiamento in cui si trova la persona.
L’obiettivo è stato quello di valutare l’efficacia di un intervento di cessazione del fumo modulato nel rispetto delle diverse fasi di cambiamento e fornito dai servizi di cura di base.
Un totale di 2.827 fumatori (età 14-85 anni) sono stati coinvolti nello studio e suddivisi in gruppo intervento e gruppo controllo.
L’intervento ha previsto più misure: intervento motivazionale breve per fumatori in fase di pre-contemplazione e contemplazione, intervento breve per fumatori in fase di preparazione e azione, che non vogliono aiuto, intervento intensivo con farmaci per fumatori in preparazione e azione che vogliono aiuto, intervento di rinforzo per la fase del mantenimento.
Fra le evidenze: mantengono l’astinenza a due anni di follow-up 8,1% dei soggetti del gruppo intervento contro il 5,8% dei soggetti del gruppo di controllo.
Fonte: EFFECTIVENESS OF A STEPPED PRIMARY CARE SMOKING CESSATION INTERVENTION: cluster randomized clinical trial (ISTAPS study)/ 
C.Cabezas, M. Advani, D. Puente, T.R. Blanco, C. Martin e ISTAPS study group, Addiction, n. 9 settembre 2011

 
 
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INTERVENTI PER LA CESSAZIONE DEL FUMO

 
 
 

Le stime di prevalenza dei fumatori nella popolazione si attestano intorno al 20% in molti Paesi sviluppati, contassi più alti di fumatori nei gruppi di popolazione svantaggiati (tassi fra il 26 e il 30 % nei soggetti con un reddito basso, da 32 a 50% fra gli immigrati, quasi il 70% fra le persone senza fissa dimora, l’80% fra i detenuti, arrivando quasi al 90% fra i soggetti con disturbi mentali).
Alcuni studi hanno dimostrato che sebbene in questi gruppi di popolazione i tentativi di smettere siano diffusi in misura simile a quelli che interessano altri fumatori, essi hanno minor probabilità di successo.


Le principali barriere risultano: alti livelli di dipendenza, alti livelli di stress, norme nella comunità di appartenenza a favore del fumo che aumentano la pressione sociale verso questo comportamento.
Altri studi hanno evidenziato inoltre che, mentre l’efficacia delle strategie comportamentali per la cessazione del fumo è stata valutata nella popolazione generale, altrettanto non è stato fatto per i gruppi svantaggiati di popolazione.
L’articolo illustra i risultati di una revisione sistematica e di una meta-analisi che ha avuto lo scopo di valutare la qualità metodologica e l’efficacia degli interventi di cessazione del fumo di tabacco indirizzati a soggetti senza fissa dimora, detenuti, immigrati, giovani a rischio, soggetti a basso reddito e persone con disturbi mentali. Sono stati trovati 32 studi significativi, fra i quali 20 sono caratterizzati per una bassa qualità metodologica.
Fra le evidenze: i risultati della meta-analisi mostrano un aumento significativo nella cessazione, nel caso degli interventi rivolti a donne fumatrici con un reddito basso ad un follow- up nel breve periodo, e per quelli indirizzati alle persone con disturbi mentali ad un follow- up di lungo periodo.

Fonte: A systematic review and meta-analysis of the effectiveness of behavioural smoking cessation interventions in selected disadvantaged groups/ J. Bryant, B. Bonevski, C. Paul, P. Mc Elduff e Jhon Attia, Addiction, n.. 8 Agosto 2011, pag. 1568-1585

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09/09/2011

Vaccino anti-fumo: ecco il NicVAX

RiccardoGatti:
Vaccino anti-fumo: ecco il NicVAX | Dottor Salute - http://t.co/E3bMZMe
 
 
grazie

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08/09/2011

Salute: Tabacco ancora più nocivo per le donne

Salute: Tabacco ancora più nocivo per le donne

 
 
 
Sempre più donne si fanno conquistare dalla sigaretta, ma il gentil sesso risulta molto più esposto al rischio di malattie coronariche causate dal fumo rispetto agli uomini.

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