29/02/2012

effetti e conseguenze delle sostanze (#droga, #addiction)

 

 

leggi tutto qui: 

http://www.fuoriposto.it/?effetti

 

 

 

grazie

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08/02/2012

effetti da #mdma

 

Ciao, mi chiamo Andrea e assumo saltuariamente mdma, vorrei chiedervi perchè mi capita dopo l'assunzione di vivere dei pensieri che mi fanno venire quasi la voglia di "morire", è normale? o è una condizione dettata dal mio umore? grazie mille

 
 
 
 
Risposta: 

 Ciao Andrea, le reazioni alle sostanze sono molto soggettive e variano anche in base alla situazione, alle aspettative e all’umore del momento. Non c’è niente di anormale in quello che ti succede, anche se probabilmente ne sei stupito perché non è quello che avevi sentito raccontare sull’mdma. Gli effetti negativi sono invece piuttosto frequenti, ma spesso ci si vergogna di raccontarli. L’effetto negativo che hai avuto non deve preoccuparti, nel senso che è uno degli effetti possibili, ma non va sottovalutato. Sarebbe meglio cioè non insistere ad assumerla, perché a volte queste sensazioni tendono a prolungarsi nel tempo e si continua a stare male anche senza sostanza.

I. Puppo, psicologa sostanze.info

Se desideri approfondire questa discussione e avere una ulteriore consulenza (gratuita e totalmente anonima) basta prenotare una chat con l'operatore che ti ha risposto, andando nel box CHAT CON GLI OPERATORI


da sostanze.info

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06/02/2012

#Cannabis e #schizofrenia

05/02/2012

 

Cannabis e schizofrenia

 
 
 


Partecipasalute - A Milano sono almeno 30.000 le dosi di cannabis utilizzate ogni giorno. Attualmente si discute se il rapporto tra l’insorgenza di malattie psichiatriche- tra cui schizofrenia e depressione- e l’uso di cannabis sia causale. Molti studi hanno cercato di dare una risposta al problema. Dall’ultimo studio pubblicato sul British Medical Journal (articolo) risulta che l’uso di cannabis è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di psicosi o sintomi schizofrenici, soprattutto nei giovani. Leggi l'articolo di Silvio Garattini pubblicato sulla rivista Oggi - RCS Periodici.

Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

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18/01/2012

Stimoli correlati all’#eroina facilitano la ricaduta anche dopo una lunga astinenza

Stimoli correlati all’eroina facilitano la ricaduta anche dopo una lunga astinenza

 
 
 
Le ricadute nel consumo di droga dopo un periodo di astinenza, rappresentano una sfida cruciale per il trattamento della dipendenza da sostanze stupefacenti.

17/01/2012

Come gli oppioidi bloccano il dolore

Come gli oppioidi bloccano il dolore

 
Gli oppioidi (ad esempio la morfina) cancellano il ricordo, la traccia di memoria, del dolore: e' questo in parte il segreto del loro potente effetto analgesico.
E' il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Science dal team di neurologi guidati da Ruth Drdla-Schutting e Jurgen Sandkhler della MedUni di Vienna (Centre for Brain Research).
Gli oppiacei e altri analgesici funzionano andando [...]

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13/01/2012

uso di #cocaina in gravidanza

 

 

se uso cocaina in gravidanza e faccio molte tinture ai capelli mi dicono che nn possono risalire al testo positivo è vero?

 
 
 
 


Risposta: 

 Scusa, ma mi sembra il problema minore il fatto di risultare positiva o meno. Se usi cocaina in gravidanza sei a rischio  di aborto o malformazioni fetali. E comunque la tintura non copre la presenza di sostanza nella cheratina dei capelli

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12/01/2012

Aggiornamento delle tabelle delle #sostanze stupefacenti e psicotrope

 

Aggiornamento delle tabelle delle #sostanze stupefacenti e psicotrope

 
 
 

DECRETO 29 dicembre 2011 http://www.normativasanitaria.it/jsp/dettaglio.jsp?id=41147

 

Decreta:

Art. 1

1. Nella tabella I del decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309, sono aggiunte, secondo l'ordine alfabetico, la
seguenti sostanze:
Butilone, denominazione comune
1-(1,3-benzodiossol-5-il)-2-(metilamino)butan-1-one,
denominazione chimica
Bk-MBDB, altra denominazione
AM-694, denominazione comune
1-[(5-fluoropentil)-1H-indol-3-il]-(2-iodofenil)metanone,
denominazione chimica
1-(5-fluoropentil)-3-(2-iodobenzoil)indolo, altra denominazione
Analoghi di struttura derivanti dal 2-amino-1-fenil-1-propanone,
per una o piu' sostituzioni sull'anello aromatico e/o sull'azoto e/o
sul carbonio terminale in posizione 4 della catena butilica,
denominazione comune.
Analoghi di struttura derivanti dal 3-benzoilindolo, denominazione
comune.
2. Nella tabella I del decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309 viene altresi' aggiunta la seguente nota:
Dalla presente tabella sono espressamente escluse le sostanze
Bupropione e Pirovalerone.

02/01/2012

cos'è la benzedrina

 

cos'è la benzedrina

 
 
 
Risposta: 

benzedrina:
abbiamo cercato la risposta più attendibile in quanto diverse sono state le definizione che abbiamo trovato, tutte comunque legano il termine "benzedrina" all'amfetamina.
Possiamo quindi risponderti che "benzedrina" è uno dei nomi commerciali dell' anfetamina e quindi è semplicemente sinonimo di amfetamina.
L'anfetamina fu sintetizzata nel 1887. Il suo uso medico sperimentale è cominciato negli anni ‘20.
Verso la fine di quegli anni è stato introdotto nella maggior parte del mondo sotto forma di Benzedrina.
Un’ altro nome con cui veniva commercializzata l’anfetamina era la simpamina: un prodotto farmaceutico prodotto dalla ditta Ricordati a partire dagli anni ’30 che ebbe una enorme popolarità in Italia e fu venduta in farmacia sino al 1972


grazie

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15/12/2011

Ecstasy altera il cervello. Studio di conferma

 

 

Ecstasy altera il cervello. Studio di conferma

 
 
 
L'assunzione di ecstasy provoca un'alterazione durature del funzionamento del cervello. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry dai ricercatori della Vanderbilt University (Usa). La droga sintetica, infatti, spiegano i ricercatori, ha effetti di lunga durata sulla produzione di serotonina, un neurotrasmettitore legato a molteplici funzioni vitali poiche' [...]

13/12/2011

Effetti di cannabis e cocaina sul cervello (da Dronet)

  

Uso di cannabis e funzioni cognitive nei giovani: uno studio australiano

 
 
 
Da tempo è noto che l'uso di cannabis ha effetti acuti negativi sui processi cognitivi, in particolare a carico della memoria.
 
 

Cocaina e materia grigia, nuovo studio USA

 
 
 
Un team di neuroscienziati americani del Department of Energy Brookhaven National Laboratory ha dimostrato il legame tra compromissione delle strutture cerebrali e compromissione delle funzioni esecutive in persone con dipendenza da cocaina.
 
 
grazie

03/12/2011

Mefedrone

 

Attenzione! Da luglio 2010 il mefedrone è stato inserito nella tabella I delle sostanze illegali in Italia,
>>vedi Tabelle aggiornate a giugno 2010 con l’inserimento di mefedrone e cannadinoidi sintetici in Tabella I
>>vedi  Mefedrone e Cannabis ‘sintetica’ proibiti:le narcomafie ringraziano…

 

 

SOSTANZA
Methylmethcathinon / 4-MMC , metcatinone (2-metilammino-1-fenilpropano), nomi gergali: ‘Meow meow‘; ‘M-Cat‘; ‘Bubbles‘; ‘Miaow’; MephDrone, è anche conosciuto come Mephedrone, detto brevemente CAT,
è una sostanza prodotta sinteticamente, strettamente imparentata con la cathina, il principio attivo contenuto nella pianta del Khat. La differenza tra il CAT e la pianta del Khat è paragonabile a quella tra la cocaina e la pianta della Coca.

Aspetto: polvere bianca cristallina.

Modalità di consumo: il CAT viene sniffato, più raramente fumato, ingerito o iniettato.

Dosaggio: sniffato 50-70 mg (non superare mai i 300 mg in una notte!).

EFFETTI
Gli effetti del CAT non sono per nulla paragonabili a quelli della pianta del Khat, tradizionalmente consumata in Yemen, in Etiopia e in Kenya; anzi sono molto più simili a quelli di altri “upper” (eccitanti), come ad esempio lo speed. Il CAT rimuove gli indicatori fisiologici del senso di stanchezza e di appetito, esalta la motricità e le prestazioni fisiche, genera stati d’euforia e di grande loquacità, nonché una tendenza alla socializzazione e allo scardinamento dei freni inibitori con momenti di agitazione interiore e di iperattività.

Inizio degli effetti: sniffato da 10 a 20 minuti dopo l’assunzione; ingerito da 30 a 45 minuti.
Durata degli effetti: dosaggi inferiori ai 30 mg: da 3 a 5 ore; dosaggi più elevati (oltre i 70 mg) fino a 24 ore.

RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI

Il CAT ha una forte azione logorante sul cuore e sul sistema circolatorio, secchezza delle fauci e pupille dilatate,
Siccome inizialmente i suoi effetti appaiono minimi, è facile incorrere nel rischio di sovradosaggio causato da ripetute assunzioni. Un sovradosaggio può causare palpitazioni al cuore, disturbi gastrici, irrequietezza e disturbi del sonno. Alcuni consumatori lamentano un aumento dello stimolo e difficoltà di orinazione.
Altri consumatori cadono in stati depressivi con lo svanire degli effetti.
Il CAT  può contenere forti impurità e grandi quantità di sostanze da “taglio”, poiché generalmente la sua produzione avviene in laboratori clandestini.
Rischi a lungo termine: esiste il pericolo di sviluppare dipendenza. Nel caso di assunzioni abbondanti e regolari, i rischi fisici e psichici e le modalità di consumo sono simili a quelli dello speed, della cocaina o della metamfetamina, cioè deterioramento di concentrazione, memoria a breve termine e disturbi nel linguaggio.
In laboratorio è stato osservato su cavie animali anche il cosiddetto “craving” (forte impulso ad aumentare in continuazione il consumo).

Consigli per ridurre i rischi
• Dosa il CAT con attenzione e non assumere subito alti quantitativi.(la prima volta non più di 50mg o una riga di larga 1 millimetro e lunga 2 centimetri
• Evita per quanto possibile il consumo misto; soprattutto non mischiare il CAT con altri eccitanti come lo speed, ecstasy e la cocaina.
• Non bere alcol se assumi il CAT perché ciò aggrava gli effetti collaterali su reni e fegato.
• Il CAT ha un’azione fortemente logorante sull’organismo. Prevedi perciò pause regolari fra un consumo e l’altro, e concediti un sufficiente riposo.
• Bevi regolarmente acqua o succhi di frutta, ma non in misura eccessiva, poiché l’orinazione può essere faticosa.

• Attenzione all’overdose di Cat!! C’è il rischio di ipertermia maligna (surriscaldamento corporeo), portare subito il soggetto all’aria aperta usando acqua o ghiaccio per abbassare la temperatura prima possibile.
• Segui un’alimentazione equilibrata e sana, con un sufficiente apporto di vitamine e sali minerali.
• Osserva le regole per sniffare in modo sicuro, non scambiare il pippotto per non rischiare malattie.

Questa scheda informativa è stata costruita consultando esperienze di consumatori, analisi di laboratorio su base europea e materiale informativo di altri progetti che praticano l’analisi delle sostanze  in particolare DRUGS – JUST SAY KNOW,  Svizzera.

Consulta anche tutti i successivi aggiornamenti riguardo il Mefedrone sul nostro sito:

New Drugs: Mefedrone, Metilone, MDPV
Allarme Mefedrone?!

Mefedrone: ancora disinformazione da giornali e presunti esperti

 

 

DA : http://lab57.indivia.net

 

 

 

GRAZIE

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02/12/2011

Smart Drugs

 

Il Concetto di SMART DRUG

Le cosiddette “smart-drugs” rappresentano qualcosa di più di una “nuova droga” o nuova classe di droghe. Sono espressione diretta della globalizzazione delle droghe; globalizzazione da intendersi in termini di tipi di droghe, ma anche in termini di conoscenze (o presunte tali) e di comportamenti associati alle droghe.

Grande fratello della globalizzazione delle droghe è Internet, che propone decine se non centinaia di siti di vendita on-line dei più disparati preparati a base di droghe vegetali psicoattive, tutte (o quasi tutte) rigorosamente legali, o comunque viaggianti attraverso quell’impalpabile rete trans-nazionale che è di fatto la Rete. I negozi smart-shop, diffusi anche in Italia, possono essere considerati una delle manifestazioni, forse la più appariscente, del fenomeno della globalizzazione delle droghe.

Anche il concetto ormai vecchio di “nuove droghe” ha subito una modifica radicale con l’affermarsi di questo fenomeno globalizzante.

La definizione di “smart-drug” è soggetta a un continuo cambiamento, non solamente nei tipi di prodotti che di volta in volta rientrano in questa categoria commerciale, ma anche da un punto di vista concettuale. Ciò che si intendeva per smart-drug cinque anni fa era differente da ciò che si intendeva dieci anni fa e da ciò che si intende oggigiorno.

Mantenendo uno sguardo sull’Italia, negli anni 1997-99 per “smart-drug” si intendevano soprattutto alcuni farmaci della classe deinootropi proamnesici (tipo Piracetam®, Hydergine®, Neuromet®, ecc.), impiegati in medicina come coadiuvanti della cura delle malattie senili. A partire dal 1997 e proveniente dagli Stati Uniti, in Italia si diffonde un uso non terapeutico di questi farmaci da parte di studenti universitari per la preparazione degli esami (“uso universitario”). L’utilizzo continuato di questi prodotti, ad effetto cumulativo, nell’individuo sano produce un miglioramento della concentrazione e della memoria, proprietà ricercate da chi è “sotto esame”.

Sempre negli ultimi anni ’90 e di derivazione statunitense, per “smart-drug” era intesa anche una serie di integratori – per lo più concentrati vitaminici e minerali, da assumere specificatamente in seguito all’uso di droghe chimiche, quali ecstasy, cocaina, ecc., con lo scopo di facilitare il riequilibrio fisico e di rendere più “morbido” l’hangover dei giorni successivi.

Dal 1997 sino ad almeno il 2004 per smart-drug si è intesa soprattutto l’herbal exstasy, la pillola di efedrina vegetale, ricavata da piante del genere Ephedra e Sida.

A partire dal 2003, in Italia per smart-drug è vagamente considerato “ciò che è venduto negli smart-shop”. Il concetto appare oggi piuttosto indefinito ed è associato più all’ambiente di reperimento che al prodotto in se.

Dal 1992 il fenomeno degli smart-shop si è diffuso dall’Olanda verso l’Inghilterra e la Germania, raggiungendo in seguito la Spagna e l’Italia. Recentemente si sono visti aprire i primi smart-shop in Francia e in Austria. In Inghilterra le smart-drugs sono chiamate “legal highs” (si vedano Samorini, 2006a,b).

In Italia il primo smart-shop fu aperto a Torino nel 1999 e attualmente ne esistono alcune decine diffusi su tutto il territorio, isole maggiori comprese. Oltre a prodotti di origine straniera importati e venduti nei negozi italiani, questi ultimi si avvalgono di una discreta scelta di prodotti nazionali.

La parola “smart” in inglese significa “sveglio”, “intelligente”, “furbo”, ma anche “alla moda”. E’ un termine piuttosto in voga nel gergo pubblicistico e della moda, usato per denominare un insieme di status symbol, dall’autovettura ai vestiti, alla profumeria, che intendono caratterizzare un certo tipo di giovane, di classe, un “tipo smart”.

La Regione Emilia-Romagna ha finanziato un progetto, curato dal Ser.T. di Faenza, che, con la consulenza di Giorgio Samorini, ha studiato e archiviato le smart-drug commercializzate in Europa nel 2005. L’archivio qui contenuto è uno dei risultati del progetto. Un altro interessante contributo è stato proposto dalla recente tesi di laurea di Fabio Marchetti (2004-05), dove è stata sviluppata un’indagine conoscitiva su frequentatori di rave e discoteche dell’Italia settentrionale in materia di conoscenze e di utilizzo di “eco-drugs”. Un precedente contributo era stato offerto dalla tesi di laurea di Andrea Zangara (1997/98), che ha eseguito uno studio su frequentatori olandesi di smart-shop.

L’ Archivio Europeo delle SMART DRUGS della regione Emilia Romagna è riservato agli operatori dei servizi di prossimità, come noi, quindi se avete particolari domande, dubbi, curiosità sul tema SMART DRUGS, non esitate a scriverci all’ indirizzo e-maillab57@indivia.org e riceverete una risposta in tempi brevi!!!

Per altre info vedete il sito EROWIDin ogni caso prima di assumere o acquistare sostanze in smart shops o su internet, VERIFICATE E INFORMATEVI BENE su ciò che assumete, ci sono seri rischi di intossicazione!!

 

Bibliografia citata

MARCHETTI F., 2004-05, “Eco drugs: ricerca sperimentale su un campione di frequentatori di rave party e discoteche”, Tesi di Laurea, Fac. Psicologia, Università degli Studi di Padova.

SAMORINI G., 2006a, “Smart-drug e smart-shop in Italia”, Medicina delle Tossicodipendenze., 14(50): 47-53.

SAMORINI G., 2006b, “Droghe nuove e nuovissime: un breve excursus”, in: R.M. Pavarin & V. Albertazzi, “Uso e abuso di sostanze”, Carocci, Roma, pp. 87-112.

ZANGARA A., 1997-98, “Smart-drug, eco drug: una prospettiva europea. Ricerca su un campione olandese di frequentatori di smartshop”, Tesi di Laurea, Fac. Psicologia, Università degli Studi di Padova.

 

 

http://lab57.indivia.net

 

 

GRAZIE

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26/11/2011

La neurobiologia delle droghe psichedeliche

 

La neurobiologia delle droghe psichedeliche

 
 
 

 by Carmelo Di Mauro 

Le droghe psichedeliche hanno sempre posseduto un particolare fascino per gli effetti speciali che esercitano sugli stati di coscienza: le distorsioni percettive, le visioni, l’estasi, l’abbattimento dei confini del sé, l’esperienza di intima unione con il mondo. Pochi sospettano quanta parte abbiano avuto nella ricerca psicofarmacologica del Novecento.

In un articolo di Franz Vollenweider e Michael Kometer c’è una rassegna di tutte le ricerche promettenti portate avanti negli ultimi venti anni per il trattamento dei disordini mentali con i principi attivi psichedelici.

Nell’articolo di Vollenweider vengono citati gli studi sulle principali droghe psichedeliche (mescalina, LSD e psilocibina) e del farmaco anestetico dissociativo della ketamina. C’è da precisare, a scanso di equivoci, che vengono subito evidenziati gli effetti negativi che tali droghe possono causare nell’uso sconsiderato come pratica sociale e culturale:allucinazioni, ansia e perdita di controllo, fenomeni dissociativi, sino a prolungati stati di psicosi.

Invece, le ricerche sperimentali sugli effetti delle droghe psicotrope sono fondamentali per due motivi: ci aiutano a capire di più i meccanismi neuronali sottostanti dei disturbi mentali o della percezione del dolore e dimostrano che possono produrre effetti terapeutici quando somministrate in modo controllato e a basso dosaggio.

 I risultati ci dicono che gli allucinogeni sembrano agire sui recettori serotoninergici (5-HT2A) responsabili della produzione dei sintomi positivi della schizofrenia (allucinazioni e disturbi del pensiero), indicando i meccanismi neuronali sottostanti di questa psicosi. D’altra parte, a basso dosaggio terapeutico leniscono i disturbi dell’umore, ad esempio nel trattamento della sindrome ossessiva-compulsiva. Inoltre, L’LSD incrementa il livello di autocoscienza facilitando la ricostruzione dei ricordi con un’alta connotazione emotiva, processo che favorisce il parallelo percorso psicoterapeutico dei soggetti che hanno partecipato alle ricerche. La somministrazione di psilocibina si è rivelata utile nel trattamento dei sintomi d’ansia e depressivi e possiede proprietà antidolorifiche per pazienti malati di cancro. La ketamina, invece, sembra riprodurre i sintomi positivi e negativi della psicosi (allucinazioni, ritiro sociale e apatia) e, dal punto di vista terapeutico, agisce sui sistemi di trasmissione del glutammato attenuando gli stati depressivi e diminuendo la frequenza dei pensieri suicidari.

prosegue qui it.paperblog.com/la-neurobiologia-delle-droghe-psichedeli...

 

grazie

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27/10/2011

Schede sulle sostanze (da Fuoriluogo)

Schede sulle sostanze

In questa sezione si presentano - in modo necessariamente schematico - le principali "sostanze proibite". (tratto dal volume Welfare in catene, Forum Droghe/CGIL - Schede a cura di Claudio Cappuccino) 

Introduzione

(tratto dal volume Welfare in catene, Forum Droghe/CGIL
Schede a cura di Claudio Cappuccino

 

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24/10/2011

Nuove droghe. Arriva il krokodil

Nuove droghe. Arriva il krokodil

 
 
 
 Ha gia' invaso la Russia e sta sbarcando in Europa: il sito Atlantico lancia l'allarme. “Il krokodil e' alle nostre porte”, sottolinea, piu' ironico, il blog Drogues [...]
 
 

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