30/03/2012

Un freno al gioco d'azzardo, firma anche tu

 

 

Un freno al gioco d'azzardo, firma anche tu

 

Serve una legge che ponga un freno al gioco d’azzardo. Lo ha detto il sindaco di Reggio in una lettera inviata – in veste di presidente dell’Anci – al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e a quello degli Interni Anna Maria Cancellieri. Una necessità corroborata anche da numeri, quelli dei soldi spesi nel gioco e quelli delle persone che con il gioco si sono ridotte sul lastrico. Numeri che – nella nostra provincia come altrove – hanno raggiunto livelli allarmanti.  Il clamoroso caso del ventunenne disoccupato che nei giorni scorsi a Reggio ha vinto mezzo milione di euro a una videolottery (giocando però centoventi euro in una sera) ha riaperto il dibattito su questi temi. La Gazzetta di Reggio ha deciso lanciare una raccolta di firme attraverso un coupon che troverete sulla Gazzetta in edicola e qui, online, attraverso questo appello

 

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20/03/2012

Tra i giovani una nuova #dipendenza: è allarme gratta e vinci


 

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Tra i giovani una nuova dipendenza: è allarme gratta e vinci

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#gioco d'azzardo e governo

L'azzardo non è un gioco, Parlamento e Governo intervengono

 

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FOCUS / L'azzardo non è un gioco, Parlamento e Governo intervengono

 

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e da redattoresociale: 

GIOCO D'AZZARDO

Fiasco: “Il gioco d'azzardo di massa non è un male necessario, ma una perdita secca per tutti”

Il sociologo della Consulta Fondazioni antiusura: “Il gettito fiscale è sceso. E il gioco potrebbe avere un effetto depressivo sull'economia. Infatti, se aumenta il volume del consumo per il gioco, c'è una diminuzione della domanda di beni e servizi”

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17/03/2012

Basta con gli spot del gioco d’azzardo

 

 

Da Toto Cutugno a Buffon / Basta con gli spot del gioco d’azzardo
Tue, 13 Mar 2012 07:44:55 +0000

giocatori anonimi

13/03/2012

 


GIOCATORI ANONIMI

Giocatori Anonimi è una associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza,forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dal gioco compulsivo.

L
’unico requisito per divenirvi membri è il desiderio di smettere di giocare.

Non vi sono quote o tasse per essere membri di G.A.; noi siamo autonomi mediante i nostri propri contributi.

G.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi in alcuna controversia, ne sostenere od opporsi ad alcuna causa.

Il nostro scopo primario è astenersi dal gioco ed aiutare altri giocatori compulsivi a raggiungere la sobrietà.

 

 

http://www.giocatorianonimi.org/

 

 

grazie

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16/03/2012

#AZZARDO E USURA: I CENTRI ASCOLTO DELLA CITTA’ DI FIRENZE

 

 

Cesda - Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids
AZZARDO E USURA: I CENTRI ASCOLTO DELLA CITTA’ DI FIRENZE

15/03/2012

IL GIOCO D’AZZARDO ON-LINE – RICERCA

 

 

Cesda - Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids
IL GIOCO D’AZZARDO ON-LINE – RICERCA
Mon, 12 Mar 2012 13:57:01 +0000

29/02/2012

Azzardopoli: le mafie giocano

 

da newsletter del CNCA


Non stupisce il fatto che un mercato che raccoglie 76 miliardi di euro all'anno possa interessare alla criminalità organizzata. Da tempo le indagini delle Procure segnalavano questa situazione, ma è con l'analisi sul gioco d'azzardo illustrata a fine 2011 dalla Commissione Parlamentare Antimafia e con il dossier "Azzardopoli", presentato il 9 gennaio 2012 da Libera, che si riesce ad avere un quadro del fenomeno nella sua complessità. In Italia il gioco d'azzardo legale nel 2011 ha fatturato appunto 76 miliardi di euro, ben 15 miliardi in più dell'anno precedente; un fiume di denaro, che equivale ad una spesa di oltre millecinquecento euro per ogni abitante maggiorenne della penisola. A questi soldi vanno ad aggiungersi tutti quelli legati al gioco illegale che vengono stimati in circa altri 10 miliardi di euro. Sono provate le forti infiltrazioni criminali nel mondo delle slot machine; ma anche nelle agenzie di scommesse abusive, nelle partite truccate, nei casinò, nel gioco on line (con gli oltre 3700 siti già oscurati), nei gratta e vinci fasulli, nelle corse clandestine, nelle frodi con il lotto. Ma è soprattutto il riciclaggio di denaro sporco quello che interessa la criminalità e che, al pari dell'usura, grazie al gioco d'azzardo riesce particolarmente facile.
Scarica il dossier di Libera

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27/02/2012

GIOCO ERGO SUM 2: L’ITALIA CHE GIOCA

 

Il gioco componente dell’intrattenimento: da Pavia a Teramo, fino alla new entry Olbia Tempio, gli italiani confermano la loro attrazione verso il gioco.
In occasione della nascita in Confindustria Sistemi Innovativi e tecnologici della “Federazione Sistema Gioco Italia” è stato presentato, il 9 Febbraio a Roma, il Secondo Rapporto di Ricerca, “Gioco Ergo Sum 2″. Una breve sintesi del lavoro nelle parole di Giuseppe Roma, Presidente Censis Servizi:

“Più raccolta e ritorni per i giocatori, oltre 9 miliardi per l’erario. Nell’esaminare la dimensione economica del gioco è indispensabile prendere in considerazione più fattori. Innanzitutto, la raccolta che rappresenta certamente un elemento da cui partire ma che va esaminato nelle sue componenti di destinazione. La prima destinazione torna proprio ai giocatori stessi (il cosiddetto pay-out), certo con l’alea insita nell’imprevedibilità del gioco, che ne costituisce il principale paradigma motivazionale. La gran parte di quanto si gioca, quindi, rientra nelle tasche dei giocatori più abili e/o fortunati, dai pochi spiccioli alle grandi somme. Si è ampliata l’offerta di giochi, di piattaforme on line, si è ulteriormente migliorata la regolarità e il controllo degli apparecchi elettronici con conseguenteemersione di sacche di illegalità, tutto ciò ha determinato, anche in un anno difficile come il 2011, un aumento della raccolta passata da 61 miliardi di € del 2010 ai 76,7 miliardi del 2011 con un incremento del 25,7%.

Di tutte queste somme giocate il 77% pari a 59 miliardi di € è ritornato come vincite ai giocatori stessi. Questa quota – anche per la distribuzione della raccolta fra i vari giochi e i diversi meccanismi di restituzione – era del 72.1% nel 2010, del 70,2% nel 2009, del 68,8% nel 2008. Assistiamo cioè a una crescita del pay out: nell’ultimo anno, si è detto, la raccolta è aumentata del 25,7%, ma il pay out verso i giocatori è cresciuto del 34,3%…”

Per approfondimenti:

Presentazione e sintesi del Rapporto
Rapporto Completo

Fonte: Censis

 

grazie

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24/02/2012

#GIOCO D’AZZARDO: ITALIA PRIMA AL MONDO

da Cesda - Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids

 

 

GIOCO D’AZZARDO: ITALIA PRIMA AL MONDO

Fri, 24 Feb 2012 13:47:09 +0000
 
 

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16/02/2012

#DIPENDENZE COMPORTAMENTALI/#GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

DIPENDENZE COMPORTAMENTALI/GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: PROGETTO NAZIONALE SPERIMENTALE

E’ stato  pubblicato il volume sulle “Dipendenze comportamentali/Gioco d’azzardo patologico: progetto sperimentale nazionale di sorveglianza e coordinamento/monitoraggio degli interventi” promosso dal Ministero della Salute e coordinato da Gaetano Manna e Paolo Jarre.
La pubblicazione è stata curata dal Ministero della Salute, Dipartimento Politiche Antidroga, UNICRI. 

leggi tutto qui: http://www.cesda.net/?p=2818

 

grazie

#GIOCO D’AZZARDO: UNA GUIDA PER LE FAMIGLIE

 

“Gioco d’azzardo una guida per la famiglie”
A cura di Cahm – Centre For Addiction and Mental Health, Canada

Per scaricare il volume clicca qui


leggi tutto su: http://www.cesda.net/?p=2822

grazie 

08/02/2012

#gioco: basta con lo stato biscazziere!

 

 

Chi Mette in Gioco l' Anima di un Paese

 
 
 


Corriere della Sera - Stella Gian Antonio.

Vale la pena di giocarsi l' anima di un Paese per lo 0,14% del denaro che c' è sul piatto? Sarebbe ora che lo Stato Biscazziere se lo chiedesse. Perché quella è la percentuale che ricava oggi l' erario sul totale del fatturato dei «casinò online» recentemente aperti col via libera del governo per fare cassa: 2.171.000 euro su un totale di un miliardo e 557 milioni. Una miseria Le associazioni di volontariato nemiche della droga, delle mafie e dell' usura, appoggiate in modo sempre più pressante dalla Chiesa, quella dei parroci e quella dei vescovi, lo gridano sempre più allarmate. Dieci anni fa gli italiani, popolo storicamente di risparmiatori, si giocavano al Lotto, al totocalcio e nelle lotterie circa 4 miliardi di euro: nel 2011 se ne sono giocati «legalmente», con tutti i giochi aggiunti, venti volte tanto, cioè 76 miliardi. Più un' altra decina, secondo le stime più prudenti, nel circuito illegale. Vale a dire che, se è vero che il totale dei consumi delle famiglie italiane potrebbe essere nel 2011 intorno agli 830 miliardi, oltre un decimo se ne va oggi nell' azzardo governativo e in quello parallelo mafioso, ' ndranghetista e camorrista. Che troppo spesso, anzi, si toccano fino a contaminarsi.

 

Continua a leggere sul sito del Corriere

grazie

07/02/2012

QUELLA CAMPAGNA DI AZZARDOPOLI CHE AVVICINA I GIOVANI AL #GIOCO

 

QUELLA CAMPAGNA DI AZZARDOPOLI CHE AVVICINA I GIOVANI AL GIOCO

 
 
 

Vale la pena di giocarsi l’ anima di un Paese per lo 0,14% del denaro che c’ è sul piatto? Sarebbe ora che lo Stato Biscazziere se lo chiedesse. Perché quella è la percentuale che ricava oggi l’ erario sul totale del fatturato dei «casinò online» recentemente aperti col via libera del governo per fare cassa: 2.171.000 euro su un totale di un miliardo e 557 milioni
Le associazioni di volontariato nemiche della droga, delle mafie e dell’ usura, lo gridano sempre più allarmate. Dieci anni fa gli italiani, popolo storicamente di risparmiatori, si giocavano al Lotto, al totocalcio e nelle lotterie circa 4 miliardi di euro: nel 2011 se ne sono giocati «legalmente», con tutti i giochi aggiunti, venti volte tanto, cioè 76 miliardi.

Il Corriere della Sera ha dedicato una pagina a questi temi: QUELLA CAMPAGNA DI AZZARDOPOLI CHE AVVICINA I GIOVANI AL GIOCO


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03/02/2012

DICHIARATA LA GUERRA AL #GIOCO D’AZZARDO

 

DICHIARATA LA GUERRA AL GIOCO D’AZZARDO

 
 
 

Un Cartello “Insieme contro il gioco d’azzardo” e il rilancio del Cartello “Insieme contro l’usura” che nel 1995 determinò l’approvazione della legge 108 a favore delle vittime. La doppia proposta arriva dalla Consulta Nazionale Antiusura, l’organismo che coordina le Fondazioni che da anni sostengono persone e famiglie finite nel tunnel dello “strozzo”. Dito puntato, nel convegno organizzato presso la Caritas italiana, sullo “stato biscazziere” e sulla scarsa attenzione ai problemi delle «famiglie sempre più indebitate».

Il gioco d’azzardo, denuncia il segretario nazionale della Consulta, monsignor Alberto D’Urso, è «una miniera d’oro per la criminalità organizzata, un fenomeno che risucchia milioni di euro ogni anno, che distrugge persone, rovina famiglie, ingrassa gli usurai, inducendo a dipendenza compulsiva centinaia di migliaia di persone insospettabili». Un’accoppiata perversa, confermata anche dal commissario di governo per le iniziativa antiracket e antiusura. «C’è uno stretto connubio – avverte il prefetto Giancarlo Trevisone – tra gioco e usura.

Se non si tagliano i gangli il cancro erode anche l’altra parte». Anche perché, sottolinea il sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano, «quello del gioco d’azzardo è sicuramente uno dei nuovi grossi affari delle mafie. Per questo ci vuole grande attenzione da parte di tutti. Ma purtroppo c’è stata sottovalutazione…». L’impegno delle Forze dell’ordine è invece massimo, assicura il ministro Annamaria Cancellieri nel corso di un’audizione al Senato, «proprio per i pericoli di coinvolgimento dei minori e delle fasce più deboli, ma occorre intensificare gli sforzi, anche attraverso l’attività di appositi organismi di vigilanza». Ma il contrasto non basta. «Serve un’attività di prevenzione – aggiunge De Stefano – fin dalle scuole sull’uso responsabile del denaro».

Proprio per questo la Consulta, forte dei drammatici dati forniti dal sociologo Maurizio Fiasco (vedi box), lancia la proposta del Cartello «promuovendo iniziative – insiste monsignor D’Urso – di sensibilizzazione e di denuncia sui pericoli e i danni che il ricorso al gioco sta determinando anche sulle nuove generazioni che affidano la costruzione del loro futuro all’azzardo piuttosto che al lavoro».

La denuncia contro lo Stato è durissima: «Come può giustificare la distruzione psicologica, morale, economica e familiare e, talvolta anche fisica, di tante persone indebitate per il gioco, affermando che ha bisogno di incassare milioni di euro per restaurare monumenti e chiese, quando quel denaro viene sottratto a persone e famiglie che non hanno da mangiare e da pagare l’affitto?». Una domanda «già rivolta, e più volte, al mondo politico», che «non ha ricevuto alcuna risposta». Proprio per questo ora viene rilanciata col Cartello, chiedendo tra l’altro un programma di prevenzione e formazione e che vengano inserito nei Lea socio-sanitari anche le patologie da dipendenza da gioco.

Il rilancio del Cartello “Insieme contro l’usura” punta il dito su ritardi e carenze. In primo luogo la mancanza di rifinanziamento della legge, poi «la ormai anacronistica, inattuale e costituzionalmente illegittima esclusione delle famiglie, vittime di usura, dall’accesso alle provvidenze del fondo di solidarietà», riconosciute finora solo alle attività economiche. Eppure «le famiglie a rischio di indebitamento estremo e quindi anche di usura sono circa tre milioni (il 25%), in particolare nel Mezzogiorno (intorno al 30%)». Una vera piaga sommersa, l’usura, «che coinvolge non meno di novecentomila persone». Le Fondazioni restano in prima linea. Ma, avverte il presidente della Consulta, padre Massimo Rastrelli, «siamo ben consapevoli di non essere nelle condizioni di fare miracoli economici e finanziari. Noi possiamo aiutare “chi si aiuta”». Ma non basta se, accusa, «le denunce degli usurai finiscono in archiviazioni, prescrizioni, derubricazioni e solo pochissime condanne».

Avvenire, 1 Febbraio 2012 Antonio Maria Mira