13/02/2012

IL PROGETTO PROYOUTH – LA PREVENZIONE VIA WEB DEI #DISTURBI ALIMENTARI NELLE SCUOLE SUPERIORI

 

IL PROGETTO PROYOUTH – LA PREVENZIONE VIA WEB DEI DISTURBI ALIMENTARI NELLE SCUOLE SUPERIORI

 
 
 

I disturbi alimentari sono un esempio di disturbo psicologico di grave entità che interessa soprattutto la popolazione giovane. Partendo da questo dato, lo scopo del Progetto Pro-Youth è la promozione della salute mentale in ragazzi e ragazze con un’età compresa tra i 14 e i 19 anni. Il Progetto Pro-Youth integra promozione della salute, psico-educazione, prevenzione, diagnosi precoce e intervento a tempo, promuovendo fondamentalmente una gestione appropriata dei problemi relativi alla salute mentale, in particolar modo rispetto ai disturbi alimentari. Gli utenti ricevono supporto attraverso interventi via Internet e, nel caso in cui sia necessario, viene loro facilitato l’accesso al sistema di cura convenzionale. Con queste finalità è stata costruita una specifica piattaforma online che offre diversi moduli informativi e di supporto per i giovani.

leggi tutto

 

Il sito Pro Youth è consultabile all’indirizzo: www.proyouth.eu


grazie

03/01/2012

ANORESSIA: NUOVA SCOPERTA ITALIANA SULLE CAUSE


 

ANORESSIA: NUOVA SCOPERTA ITALIANA SULLE CAUSE

 
 (AGI) - Cosenza, 9 dic. - La gravita' e il tipo di anoressia nervosa in adolescenza puo' essere determinato dalla presenza di un disturbo della personalita'. I tratti disadattivi di personalita' possono spiegare perche' le adolescenti con anoressia vanno incontro ad un progressivo stato di denutrizione o alternano periodi di digiuno a periodi di abbuffate e vomito autoindotto. La scoperta, pubblicata sulla rivista internazionale "Psychosomatic Medicine", e' stata fatta dallo psichiatra italiano Santino Gaudio, che sta proseguendo le sue ricerche presso l'Universita' Campus Bio-Medico di Roma, con la collaborazione dell'epidemiologo Vincenzo Di Ciommo dell'Ospedale Bambino Gesu'. L'articolo pubblicato e' il primo lavoro della letteratura scientifica internazionale che valuta il ruolo svolto dai disturbi di personalita' nelle adolescenti con anoressia nervosa e che dimostra che la valutazione della personalita', fino ad ora consigliata solo dopo i 18 anni, dovrebbe essere garantita gia' in adolescenza in chi soffre del disturbo alimentare. I ricercatori hanno valutato 101 ragazze adolescenti con anoressia nervosa e 71 ragazze adolescenti normali, utilizzando il test psicologico piu' affidabile per la diagnosi dei disturbi di personalita', la "Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis II Disorders". Lo studio ha evidenziato che il 24,8% delle adolescenti con anoressia presentava anche un disturbo di personalita' e che era presente una correlazione tra l'anoressia nervosa con restrizioni ed il disturbo ossessivo-compulsivo di personalita' (caratterizzato da un'elevata tendenza al perfezionismo, all'ordine e al controllo) e tra l'anoressia nervosa con abbuffiate e vomito autoindotto ed il disturbo borderline di personalita' (caratterizzato da un'elevata impulsivita' e instabilita' nelle relazioni interpersonali). Lo studio ha evidenziato, inoltre, che la presenza di un disturbo di personalita' determina, in adolescenza, una maggiore gravita' dell'anoressia che, in queste pazienti, ha un'eta' d'esordio piu' precoce, porta ad un maggior livello di denutrizione e rende necessario un maggior numero di ricoveri. La scoperta, di Gaudio da' un nuovo contributo alla comprensione del perche' ragazze molto giovani possono sviluppare quadri molto gravi di anoressia nervosa, ed apre la strada a nuove e piu' efficaci strategie terapeutiche.

16/12/2011

Congresso DiABo – Disturbi Alimentari Bologna 2011

Congresso DiABo – Disturbi Alimentari Bologna 2011

 

 

Il Congresso DiABo – Disturbi Alimentari Bologna si è tenuto lo scorso novembre a Bologna, in questo ambito sono stati  affrontati i temi dell’Anoressia, della Bulimia, del Binge eating e, in particolare  dell’Obesità.

LEGGI TUTTO QUI: http://www.retecedro.net/?p=1879

 

GRAZIE

14/12/2011

Disturbi alimentari, nasce numero verde nazionale

Disturbi alimentari, nasce numero verde nazionale

 
 

Aipsimed Affidato dal Ssn e ministero della Gioventù, l’800.180.969 è gestito dall’Usl 2 di Perugia tramite psicologi, nutrizionisti, dietisti, filosofi del centro Francisci di Todi per il trattamento dei Dca

PERUGIA – Favorire l’instaurarsi di un percorso di consapevolezza della malattia, e suscitare quelle motivazioni che possano far intraprendere un percorso terapeutico. Questo il ruolo principale con il quale è stato attivato, da lunedì scorso, il primo numero verde nazionale per i disturbi del comportamento alimentare: 800.180.969. Una funzione di importanza cruciale in anni in cui il cibo per milioni di giovani è diventato un nemico e si sono diffusi anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata che sono espressioni di un profondo disagio psichico. La gestione del numero verde è affidato dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero della Gioventù alla azienda sanitaria n.2 dell’Umbria, quella di Perugia, in virtù della presenza del centro di Todi di palazzo Francisci che si occupa di trattamento residenziale per i disturbi di questo tipo e che è stato capofila di un progetto pluriennale di analisi e monitoraggio della malattia su territorio nazionale avviato nella XV legislatura con i misteri Melandri e Turco.

Il numero verde è attivo 24 ore su 24 da lunedì a venerdì ed è gestito, infatti, dagli operatori del centro di Todi e del centro per i disturbi da alimentazione incontrollata di Città della Pieve. Quattro operatori esperti (psicologi, nutrizionisti, dietisti e filosofi ), tramite postazioni telefoniche informatiche predisposte a palazzo Francisci, forniscono attività di ascolto e orientamento, informazioni sulle strutture sanitarie affidabili e certificate dislocate nella diverse regioni italiane. Tutte le informazioni utili acquisite saranno archiviate in un database e successivamente condivise con l’Istituto superiore di sanità.

“Si tratta dell’unico caso in Italia di numero verde di counseling affidato alla gestione diretta di un’azienda sanitaria – riferisce la Usl perugina in una nota -: solitamente, infatti, per differenti e diffuse problematiche come il fumo, l’alcool, le droghe etc., la gestione dei numeri verdi avviene a livello centrale ministeriale”. Per il numero verde è stato stanziato un finanziamento di 130mila euro annuali, che saranno utilizzati per la gestione del servizio e per il pagamento del personale addetto. (ep)

01/12/2011

Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari

Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari

 

Servizi - 800 180969 Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari

 
 
 
Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari dell'Istituto Supeirore Sanità (Osservatorio Fumo, Alcol e Droga)

16:09 Scritto da: unimulti in disturbi alimentari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: numero verde s.o.s. disturbi alimentari | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

23/11/2011

Bulimia e anoressia, nasce il numero verde per i pazienti

 

 

26/10/2011

NUTRIRE PANCIA E CUORE DEI BIMBI (disturbi alimentare)

 

NUTRIRE PANCIA E CUORE DEI BIMBI

 
 
 

In molti casi i disturbi del comportamento alimentare possono presentare alcuni segnali precoci già a partire dall’infanzia. Esiste, infatti un retroscena dei sintomi che è opportuno e utile cogliere nella sua specificità, per andare incontro alle difficoltà dei genitori e dei figli vittime di questi disturbi.

L’ossessione alimentare, la passione per la magrezza che accomunano e rendono apparentemente uniforme il comportamento delle adolescenti sofferenti di un disturbo alimentare, hanno un possibile senso che riguarda la natura delle relazioni affettive e della storia di ciascuna di esse.
Esistono almeno tre circostanze specifiche dello sviluppo in cui facilmente il bambino può ricorrere all’utilizzo del cibo e del comportamento alimentare per risolvere transitoriamente compiti evolutivi particolarmente critici per lui in quel momento e in quel contesto familiare.
La prima circostanza risale al tempo dello svezzamento, cioè dalla prima separazione dalla madre; la seconda all’incontro con la socializzazione del comportamento alimentare; rappresentata dall’ingresso nella mensa scolastica; la terza al tempo dello sviluppo puberale, cioè l’inizio della modificazione dell’immagine del corpo e il momento dell’incontro con l’ingovernabilità della pulsione.
Svezzamento, scolarizzazione e sviluppo sessuale sono i tre tempi in cui si possono generare nel soggetto evolutivo comportamenti transitori importanti sia al rifiuto o all’inibizione alimentare, sia all’iperalimentazione.
I disturbi del comportamento alimentare sono un “sintomo prezioso”, tanto che, nella pratica clinica orientata dalla psicoanalisi, l’indagine del “senso del sintomo” costituisce la bussola che orienta la rotta del cammino terapeutico.
L’articolo descrive l’esperienza realizzata dall’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori, esperienza di cura maturata all’interno di un “sistematico confronto tra l’ascolto psicoanalitico offerto al discorso dei genitori e all’ascolto delle stesse ragazze in seduta”.

Nutrire pancia e cuore dei bimbi
Aurora Mastroleo
FAMIGLIA OGGI
n. 5 Settembre – Ottobre 2011
pag.86-90

10/10/2011

VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA. Come l’anoressia mi ha insegnato a vivere

 

 

VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA. Come l’anoressia mi ha insegnato a vivere

 
 
 

Il 30 agosto 2011 è stato pubblicato l’ultimo libro della affermata filosofa italiana Michela Marzano, edito dalla casa editrice Mondadori: “Volevo essere una farfalla”.
Un libro autobiografico il cui tema centrale verte sul modo in cui l’anoressia le abbia insegnato a vivere, ad accettare i difetti, l’imperfezione, il non poter tenere tutto sotto controllo. L’ordine, la ragione, la perfezione, il controllo del cibo: un
diktat della mente sul proprio corpo che per anno l’ha ossessionata e quasi annientata.

Quello che emerge dalla lettura del libro è un grido di sofferenza, pagina dopo pagina, rigo dopo rigo, l’urlo di un corpo spezzato e lacerato che vorrebbe tornare ad essere leggero, leggero come una farfalla come recita il titolo, libero dal peso, dalle oppressioni, dalle incombenze e dalla gravità del vivere quotidiano. Chi tenta il suicidio è di norma una persona che desidera la vita con tutte le proprie forze, proprio come la Marzano che, con il cibo, instaura un rapporto ambivalente e patologico fin da adolescente e che la porterà al confine tra la vita e la morte, relegandola a vivere in bilico sul filo sottile che le separa. Ma Michela non vuole rifiutare la vita, non disdegna il cibo: lei ha fame, fame insaziabile di vita, di affetto, di cibo, di conoscenza, di tutto: per la prima volta racconta di essere sempre stata eccessiva, di innamorarsi troppo, di pretendere troppo da se stessa e dagli altri, di impegnarsi troppo.

Quali sono i meccanismi che si insinuano poi in una bambina ancora piccola, che si sente abbandonata dalla madre ricoverata in ospedale per due settimane, e che esperisce giorno dopo giorno un complesso rapporto con un padre autoritario il quale esige da lei sempre e soltanto la perfezione assoluta? Ecco insinuarsi la dicotomia tra l’essere e il dover-essere, tra ciò che si è veramente, che si desidera –  un’adolescente con tutti i sogni, desideri e aspirazioni – e il tu devi kantiano, la necessità di dover essere sempre la più brava della classe, la più preparata, anche se poi si laurea con i suoi 35 chili e i capelli che le cadono perché doveva essere la migliore, a dimostrazione del fatto che lei è speciale, che ce la può fare, nell’erronea convinzione che suo padre non la amerebbe se non fosse così. Emergono così paure, violenze, ricordi del passato, che è sempre lì, dietro la porta, pronto ad assalirci se i nostri meccanismi di difesa non vigilassero costantemente.  Quanta difficoltà e fatica nel liberarsi da quei retaggi ancestrali e dalle norme che ci vengono inculcate sin da bambini, e che ci portiamo dietro, dovunque andiamo. Non basta allora scappare, non è sufficiente dimenticare, è necessario soffermarsi attraverso un incessante esame di se stessi, parlare e affrontare definitivamente tutte le paure.

26/09/2011

LE NUOVE DIAGNOSI DI DISTURBO ALIMENTARE NEL DSM-5

 

 

 
 

Hans Hoek è uno dei maggiori esperti di epidemiologia dei disturbi alimentari al mondo e appartiene al gruppo di lavoro che sta rielaborando i criteri diagnostici dei disturbi alimentari in vista della pubblicazione del DSM-5.
Al congresso europeo di Firenze (15-17 settembre 2011) Hoek ha illustrato le modifiche in progettazione. L’obiettivo principale del DSM 5 è descrivere più dettagliatamente le forme di disturbi alimentari che non soddisfano tutti i criteri per l’anoressia o la bulimia.

Non si tratta necessariamente di forme minori o meno gravi. Finora, questi casi erano denominati come “EDNOS”, che significa eating disorders not otherwise specified, disturbi alimentari non altrimenti specificati. Una classe residuale, in cui finivano casi molto diversi tra loro e non sempre meno gravi delle forme classiche dell’anoressia e della bulimia. E per questo forse a volte trattati superficialmente.
Nel DSM 5 l’intera classe diagnostica dei disturbi alimentari cambierà nome e si chiamerà feeding and eating disorders, per allargare il campo d’azione. Accanto all’anoressia e alla bulimia saranno elencati altri disturbi, che sono la pica (consumo di sostanze non commestibili), il rumination disorder (il rigurgito di sostanza ingerite), l’avoidant/restrictive food intake disorder (mancanza di interesse per l’ingestione sufficiente di cibo), il binge eating disorder (disurbo da abboffate). Altri disturbi ancora più particolari sono raggruppati nella classe degli “other specified feeding or eating disorders” in cui possiamo trovare il purging disorder (in cui a paziente segue condotte eliminative senza abbuffarsi) o la night eating syndrome (alimentazione notturna eccessiva e/o disordinata).
La ragione di tutto questo proliferare di diagnosi è la necessità di non sottovalutare i pazienti che non hanno tutti i criteri diagnostici dei due disturbi maggiori. I rischi di questa scelta sono due, primo è l’eccesso bizantino di tipi e sottotipi diagnostici. Il secondo, più grave, è patologizzare o, peggio, psichiatrizzare ogni tipo di condotta alimentare disordinata.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 

grazie