11/05/2012

dipendenza da psicofarmaci

Torino: psicofarmaci a un adolescente su quattro

Wed, 09 May 2012 08:21:09 +0000


Dipendenza dagli ansiolitici, gli interventi per disintossicarsi
Wed, 09 May 2012 08:16:21 +0000

11:08 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dipendenza da psicofarmaci | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

20/03/2012

UN GIOVANE SU DIECI USA ANSIOLITICI. IL MERCATO NERO IN RETE


 

UN GIOVANE SU DIECI USA ANSIOLITICI. IL MERCATO NERO IN RETE
Mon, 19 Mar 2012 13:41:59 +0000

17:31 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ansiolitici, dipendenza da farmaci | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

05/03/2012

Social media e farmacie online, nuovo allarme dell’INCB

Le farmacie illegali online utilizzano i social media (ad esempio Facebook) per conquistare nuovi potenziali clienti tra le fila dei giovanissimi.

31/01/2012

antidepressivi

 

zolotf

 
 
 

Devo iniziare a prendere lo Zoloft da 25mg alla sera,prescrittomi dal psichiatra.devo dire do essere un po preoccupata per gli effetti collaterali.piu' che altro per l'aumento dell'ansia,oltre a questo mi e stato prescritto anche un ansiolitico l'en.in caso l'effetto collaterale fosse l'aumento di ansia,posso prendere l'en per calmarlo?

Risposta: 

Certo l'EN può essere utile contro l'ansia, però una raccomandazione devo farti a cui è fondamentale che tu ti attenga. Non seguire consigli di persone (o medici) diversi contemporaneamente.  Segui il consiglio di chi ti ha prescritto lo Zoloft. Se hai delle difficoltà parlane con lui e segui i suoi consigli. Non assumere psicofarmaci su tua iniziativa o su consiglio di altri medici.

14:34 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: antidepressivi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Farmaci e psicoterapia

 

 

 

Farmaci e psicoterapia

 
 
 
Fino a qualche anno fa gli ansiolitici erano ai primi posti fra i farmaci più venduti, venivano prescritti con facilità e assunti a dir poco con disinvoltura. Ora si usano molto meno. «Oggi i farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi serotoninergici: ne esistono molti, con caratteristiche diverse e per ogni paziente il medico può scegliere il più adatto — spiega Liliana Dell'Osso, di cui sta per essere pubblicata una sintesi che fa il punto sulle terapie più efficaci nei disturbi d'ansia —. Si tratta di farmaci efficaci, e più maneggevoli rispetto alle benzodiazepine, i classici ansiolitici. In alcuni casi possono dare «tolleranza», ovvero la necessità di aumentare le dosi per avere lo stesso effetto, o perfino dipendenza. Si possono usare in alcune fasi della terapia, ma non a lungo termine. Per di più spesso non sono risolutive, ad esempio in caso di attacchi di panico: attenuano ma non eliminano le crisi di panico, per cui il paziente continuerà a vivere nell'ansia che possano capitargli di nuovo e non guarirà». Purtroppo, molti ansiosi patologici ricorrono al fai da te, scegliendo l'ansiolitico più a portata di mano, l'alcol: «L’alcol rilassa, perciò molti lo considerano una panacea per superare momenti difficili — interviene Laura Bellodi del San Raffaele —. Ma è una bomba a orologeria. Sono tanti gli alcolisti che hanno iniziato a bere per curare da soli un disturbo d'ansia e poi non sono riusciti più a fermarsi». Il primo passo per un trattamento adeguato è chiedere aiuto: oggi i pazienti lo fanno più spesso rispetto al passato, ma in alcuni casi, ad esempio in coloro che soffrono di fobia sociale, è la malattia stessa a rendere difficile rivolgersi al medico. L'unico, peraltro, che può fare la diagnosi. «I test fai da te sono sconsigliabili, i pazienti hanno ossessioni e difficoltà che possono perfino essere acuite da domande non mediate da un professionista, che sa come porgerle e interpretarle» sottolinea a questo proposito Liliana Dell’Osso. Il medico, anche quello di medicina generale, può capire di che disturbo si tratta e soprattutto se dipende da un problema organico. «Esistono infatti malattie, come il decadimento cognitivo nell'anziano e alcune patologie endocrine o della tiroide, che possono presentarsi con i sintomi di un disturbo d'ansia» avverte Bellodi. «Una volta certi della diagnosi, — prosegue la specialista — spesso è utile associare agli antidepressivi una terapia cognitivo-comportamentale. È fondamentale chiedere che tipo di psicoterapia sarà impostata, perché nei disturbi d'ansia la classica psicanalisi, ad esempio, non è molto utile». «Quel che conta, infatti, — spiega Laura Bellodi — non è indagare la personalità, ma fornire al paziente gli strumenti cognitivi e "pratici" per tornare in una logica di comportamenti sani, che non siano dettati dall'ansia. Una psicoterapia ben fatta garantisce risultati in breve tempo: entro sei, otto mesi si deve vedere un cambiamento, altrimenti vuol dire che quella psicoterapia non è quella giusta». Ma qual è il disturbo più difficile da affrontare? «Di certo il disturbo ossessivo-compulsivo — risponde Bellodi, che presiede il comitato scientifico dell'Associazione Fuori dalla Rete per aiutare i pazienti ossessivo-compulsivi —. Ha caratteristiche un po' diverse dagli altri e si è anche ipotizzata una reale compromissione di alcune strutture cerebrali. Tuttora non riusciamo a risolvere quattro casi su dieci. Ma in tutti gli altri disturbi le cure sono quasi sempre risolutive: purtroppo, non tutti i pazienti l'hanno ancora capito. E questo è forse l'equivoco peggiore sui disturbi d'ansia». Elena Meli, corriere.it

13:54 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: farmaci e psicoterapia | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

29/01/2012

Gravidanza e antidepressivi: quali sono i rischi? Ricerca svedese

 

Gravidanza e antidepressivi: quali sono i rischi? Ricerca svedese

 
 

Assumere antidepressivi in gravidanza può rappresentare un grave rischio per il bambino?

Uno studio recentemente pubblicato sul British Medical Journal, ha riportato che prendere antidepressivi può raddoppiare il rischio d’insufficienza cardiaca nel neonato, detta anche Persistent Pulmunary Hypertension Newborn (PPHN).

I farmaci antidepressivi presi in considerazione fanno parte della famiglia SSRIs e contengono principi attivi nella “ricaptazione” della serotonina, come la fluoxetina (Prozac), la paroxetina (Paxil) e la sertralina (Zoloft). Questi studi sono stati ulteriormente sostenuti dall’allarme lanciato dalla FDA, che nel 2006 metteva in guardia le donne che seguivano trattamenti a base di SSRIs, poiché il rischio di avere un bambino con difetti polmonari e cardiaci era 6 volte superiore, rispetto ai bambini delle donne che non ne facevano uso (APPROFONDIMENTO).

Soffrire di PPHN per un neonato, quindi, vuol dire che a causa dell’elevata pressione nelle arterie dei polmoni, il ventricolo destro delcuore può ulteriormente affaticarsi, in quanto costretto a compiere maggiore sforzo per pompare il sangue, indebolendosi e provocandone un grave scompenso.

A questo proposito, la sperimentazione svedese, condotta dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet ha mostrato che nel decennio compreso tra il 1996 e il 2006, oltre 1,5milioni di madri considerate, avevano dato alla luce solo nel 2% dei casi bambini malati e affetti da scompensi cardiaci e difficoltà respiratorie e problemi polmonari.

Una percentuale molto esigua, ma che presuppone comunque che le donne in gravidanza che seguono trattamenti farmacologici contro la depressione, siano attentamente monitorate e seguite dal proprio ginecologo e da un medico specialista.

 
grazie

28/01/2012

#benzodiazepine e astinenza

 

Quali sono i sintomi da astinenza da xanax? ne ho assunto circa 3 mg al giorno per due sett.circa ed ora ho smesso di colpo

 
 
 

Risposta: 

Come abbiamo già scritto in altre occasioni, secondo il nostro parere,non sarebbe corretto dare dei consigli terapeutici specifici in questa sede. Non è infatti possibile on line avere un quadro completo della situazione per poter dare delle indicazioni terapeutiche “serie”. La risposta non potrà quindi che essere generica.
La sindrome d’astinenza da benzodiazepine (lo Xanax è una benzodiazepina) si può manifestare dopo alcuni giorni dalla sospensione di un loro uso più o meno prolungato.
I sintomi principali sono: insonnia, agitazione, tremori, diarrea, dolori muscolari, sudorazione, crampi, vomito. Si può arrivare, nei casi più gravi, alle convulsioni ed alla morte.
Come vedi il quadro può anche essere molto grave e questo in relazione a vari fattori: la quantità di farmaco usato, la durata dell’assunzione, la sensibilità personale, la presenza di altre malattie.
Concordemente a quanto abbiamo scritto all’inizio non entriamo in merito a quanto tu ci dici sul tuo “abuso”.
Possiamo solo dirti che potresti chiedere consigli ad un medico di tua fiducia che potrebbe essere il tuo medico curante o uno psichiatra o un medico del Sert della tua zona.
L’abuso di farmaci come le benzodiazepine è piuttosto comune. In alcuni casi inizia come un abuso vero e proprio, magari in seguito ad un tentativo di automedicazione o semplicemente alla ricerca dello “sballo”con l’assunzione di bdz trovate in casa o acquistate da altre persone. In altri casi l’abuso consegue ad una prescrizione medica. Una buona parte degli abusatori di bdz sono persone anziane. La Toscana sembra essere una delle regioni italiane in cui è più diffuso l’uso/abuso di benzodiazepine.


da sostanze.info

15:03 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: #benzodiazepine e astinenza | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

27/01/2012

antidepressivi

 

zolotf

 
 
 

Devo iniziare a prendere lo Zoloft da 25mg alla sera,prescrittomi dal psichiatra.devo dire do essere un po preoccupata per gli effetti collaterali.piu' che altro per l'aumento dell'ansia,oltre a questo mi e stato prescritto anche un ansiolitico l'en.in caso l'effetto collaterale fosse l'aumento di ansia,posso prendere l'en per calmarlo?

Risposta: 

Certo l'EN può essere utile contro l'ansia, però una raccomandazione devo farti a cui è fondamentale che tu ti attenga. Non seguire consigli di persone (o medici) diversi contemporaneamente.  Segui il consiglio di chi ti ha prescritto lo Zoloft. Se hai delle difficoltà parlane con lui e segui i suoi consigli. Non assumere psicofarmaci su tua iniziativa o su consiglio di altri medici.

15:02 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: antidepressivi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

21/01/2012

#Psicofarmaci, Maccaro (ACT): «Famiglie, attenzione, sono come le #droghe. Ragazzi a rischio»

 

Roma, 18 novembre 2011. «Credo che ci troviamo di fronte ad un fenomeno davvero pericoloso che in America assume percentuali impressionanti: una persona su dieci ed una donna su quattro fra i 40 ed i 60 anni assumono psicofarmaci. Le cronache cominciano a riferire anche da noi l’incremento di decessi per abuso di psicofarmaci e conseguenti denunce a medici e farmacisti compiacenti. La Procura di Roma è al lavoro per fare chiarezza su alcuni decessi che sembrano avere tutti a che fare con fendimetrazina e molecole simili». Così in una nota Luigi Maccaro, Presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, commentando la notizia dell’indagine aperta dalla procura di Roma sulle pillole per dimagrire, che hanno causato la morte di tre persone, come riportato da Il Messaggero quest’oggi.

«Da una parte – prosegue Maccaro nella sua riflessione – un grande successo di marketing industriale promosso dalle case farmaceutiche, dall’altra medici e farmacisti senza scrupoli che prescrivono farmaci in maniera illegale, facendo, evidentemente, profitti significativi. In mezzo sempre più persone che assumono antidepressivi, anoressizzanti, energizzanti, eccitanti e quant’altro. E fra queste anche bambini ed adolescenti. In alcuni casi l’iperprotettività dei genitori assume aspetti davvero allucinanti: laddove non si vuol fare la fatica quotidiana dell’educazione dei figli, spesso si ricorre alla pasticchetta che da l’illusione di risolvere i problemi in un attimo».

«Se tutte le ricerche registrano un calo dell’uso delle sostanze stupefacenti, la crescita dei consumi di psicofarmaci è altrettanto evidente: probabilmente siamo di fronte ad una sorta di compensazione. Bisogna capire però che i meccanismi di azione di certi farmaci non sono poi tanto diversi da quelli di alcune droghe. Come tutte le amfetamine, ecstasy inclusa, certi farmaci non fanno sentire la fatica, il sonno, aumentano l’euforia, danno dipendenza. Gli armadietti delle nostre case sono sempre più fornite di pasticche di ogni genere. Eppure stabilire un rapporto con i farmaci, già in adolescenza, quando non indispensabile, costituisce un grave precedente. Un’abitudine pericolosa si fissa nella mente dei ragazzi che gli fa dire: “se assumo questa cosa, mi sentirò meglio, soffrirò di meno, sarò meno triste…”».

«I genitori – avverte ancora il Presidente dell’ACT – devono capire che il passaggio a dosi e a sostanze sempre più pesanti rischia di diventare automatico. Se ogni mal di pancia, ogni mal di denti, ogni raffreddore sono motivo per prendere farmaci, se questo stile è quello testimoniato dai genitori, se certi medici non vedono l’ora di prescrivere, diventa sempre più difficile convincere i ragazzi che è meglio utilizzare le risorse che hanno dentro per stare meglio, anziché aiutarsi con una sostanza.

Quante droghe oggi passano come caramelle, sali da bagno, profumatori d’ambiente: le cosiddette smart drugs. Siamo sempre più abituati ad assumere cose, a consumare nella ricerca del benessere. Ma gli adulti e soprattutto i genitori devono allarmarsi e tornare a comportamenti più sani, più attenti, più educativi: costanza nel rapporto con i ragazzi, testimonianza positiva negli stili di vita, prevenzione dei comportamenti a rischio, certamente potranno evitarci problemi gravi di abuso e dipendenza che poi richiedono anni di sacrificio per venirne fuori».

«L’uomo ha dentro di se’ ricchezze straordinarie: in barba allo spread, pensiamo di meno alle cose da consumare e più alle relazioni umane che ci fanno riscoprire un benessere diverso, più intenso e, oserei dire, anche “curativo”», conclude Maccaro.

Ufficio Stampa
Piazza del Campidoglio, 1 – 00186 – Roma
Telefono: +39066710.1 +39066710.4224 +396710.4924 Fax +39066710.72420

luigi.maccaro@comune.roma.it

http://www.comune.roma.it

 

 

grazie

16/12/2011

Farmaci: la catena di Sant’Antonio miliardaria

Farmaci: la catena di Sant’Antonio miliardaria

 
 
 

A prima vista può sorprendere la notizia che il commercio dei farmaci contraffatti rende molto di più del commercio di droga.

Ma la sorpresa svanisce ripensando a come si è sviluppata e articolata negli scorsi decenni la catena di Sant’Antonio della produzione, promozione, prescrizione, vendita e consumo di farmaci: cioè sfruttando gli innegabili straordinari progressi in molti settori della terapia per compiere una serie di operazioni funzionali alla dilatazione dei fatturati e dei profitti, molto al di là dei bisogni reali. In estrema sintesi: l’uso impropriamente gonfiato dei farmaci pur validi (basti pensare agli antibiotici); il trucco del “nuovi farmaci” equivalenti ai vecchi,  ma molte volte più costosi; le connivenze tra le varie parti per spacciare farmaci e integratori dall’efficacia marginale, o di non provata efficacia, come fossero farmaci essenziali o addirittura salvavita; la spinta alla medicalizzazione e alla “cura” farmacolotica di molti problemi non medici della vita quotidiana; l’allettante invito ai sani di assumere farmaci per “funzionare meglio”, per gareggiare più vantaggiosamente col prossimo sul lavoro, in famiglia, nella vita sociale; e chi più ne ha più ne metta. In questo contesto, grazie anche al crescente potere di penetrazione della pubblicità in rete – palese e occulta -  un bel giorno molta gente ha scoperto altri e apparentemente più economici canali di rifornimento; quindi ha imparato a passare per il pc e la “bancarella” on line, anziché per il medico e la farmacia, ed è rimasta regolarmente fregata.

Così in breve tempo si è prodotto il miracolo più grande: un dollaro o un euro investiti nel business dei farmaci tarocchi si moltiplicano per 2500, contro una moltiplica per 16 nel narcotraffico (e senza il rischio di finire sparati e decapitati, o soffocati in un blocco di cemento, o sciolti nell’acido).

Giorgio Bignami

04/12/2011

Benzodiazepine (psicofarmaci)

 

Benzodiazepine

(Darkene, Minias, Rivotril, Rohypnol, Valium, Xanax…)

 

Cosa sono?

Le Benzodiazepine sono la categoria più rappresentativa dei farmaci ipnotico-sedativi. Utilizzate come supporto terapeutico per problemi legati ad ansia, insonnia ed al trattamento dell’alcol-dipendenza; ne esistono molte e quasi tutte sono prescrivibili da un medico di base. Sono farmaci derivanti dalla Rauwolfia Serpentina una pianta che cresce in diverse varietà in Africa centrale e nell’America centro-meridionale, da cui fu estratto il principio attivo conosciuto come Reserpina, successivamente isolato e riprodotto sinteticamente.

Le Benzodiazepine hanno praticamente completamente sostituito i barbiturici  e in base alla tipologia di impatto sul Sistema Nervoso Centrale sono state classificate in tre gruppi:

azione prolungata (es. Clonazepam -Rivotril-; Diazepam -Valium-);

azione intermedia (es. Alprazolam -Xanax-);

azione corta (es. Temazepam, Loprazolam).

 

Come vengono consumate comunemente?

La forma di consumo terapeutica è quella orale; essendo farmaci sono dotati di dosaggi e posologie ben precise (è necessario prendere attenta visione delle istruzioni e seguirle con precisione).

Fra i consumatori di droghe per via endovenosa la modalità di somministrazione è quella iniettiva, con obiettivo dichiarato quello di ridurre gli effetti delle crisi di astinenza da eroina, ed in seconda battuta, per “sballare”. Questa modalità di assunzione risulta estremamente pericolosa per diversi motivi:

le Benzodiazepine, nel tempo, provocano dipendenza e le crisi di astinenza sono molto forti, anche se un abbandono dell’assunzione graduale e controllato (a scalare), sotto controllo medico, risulta meno problematico;

molte Benzodiazepine si presentano sotto forma di pastiglie, soluzione sciropposa o gel; in tutti i casi se preparate per l’iniezione (polverizzate e/o disciolte in acqua) queste sostanze distruggono le vene in pochissimo tempo con conseguenze fisiche devastanti (ascessi, infezioni, flebiti, cancrena, etc…);

Essendo progettate per agire sul Sistema Nervoso Centrale, le Benzodiazepine tenderanno ad amplificare gli effetti di tutte le altre sostanze con effetto simile, aumentando notevolmente il pericolo di overdose. Per questi motivi è fortemente sconsigliata l’assunzione contemporanea con altre Benzodiazepine, tranquillanti, alcolici, eroina e gli oppiacei in genere.

 

Effetti ricercati

Agiscono sul sistema nervoso centrale con un effetto sedativo e in alcuni casi ipnotico; hanno un effetto di contenimento dell’ansia (ansiolitici), di stabilizzazione dell’equilibrio psichico e tendono ad indurre uno stato di rilassamento muscolare e di sonnolenza. Alcune molecole producono anche senso di disinibizione, grande loquacità ed eccitazione.

In alcuni casi si sono verificati stati di alterazione con comportamenti aggressivi.

Ad alte dosi provocano sedazione e narcosi totale.

Effetti indesiderati

Le Benzodiazepine tendono a ridurre il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa e possono incidere negativamente anche sulla respirazione rendendola superficiale. Effetti secondari sono: confusione, difficoltà di movimento e, in casi meno frequenti, amnesia, irrequietezza, vertigini ed amenorrea (l’interruzione del ciclo mestruale che però non impedisce di rimanere incinte).

Gli effetti non desiderati su chi abusa possono includere: instabilità emotiva con cambi repentini di umore, paranoia, tendenza all’aggressività, depressione; senso di stanchezza cronica.

Il pericolo di overdose è presente specialmente con l’assunzione per via endovenosa, e passa attraverso il progressivo blocco delle funzioni legate al Sistema Nervoso Centrale (sedazione totale, coma, arresto respiratorio, arresto cardio-circolatorio e morte).

Per le persone sieropositive che assumono la terapia antiretrovirale

Se si assumono benzodiazepine insieme ad Inibitori delle Proteasi (IP) e/o Efavirenz (NNRTI) si potrebbe verificare un  aumento della tossicità delle benzodiazepine stesse difficile da prevedere.

Sono descritte, inoltre, interazioni tra Lorazepan,Oxazepan o Temazepam e farmaci antiretrovirali. Alcuni Inibitori delle Proteasi (Norvir e Viracept) possono accelerare il metabolismo e quindi l’eliminazione di questi ansiolitici vanificandone l’effetto.

In tutti i casi è consigliata estrema prudenza relativamente al consumo di benzodiazepine se si è in trattamento ed, in ogni caso, ne va evitato l’abuso.

Fonte:

LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids – ONLUS

 

 

DA http://lab57.indivia.net

 

GRAZIE

13:16 Scritto da: unimulti in dipendenza da farmaci | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: benzodiazepine (psicofarmaci) | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

29/11/2011

guida agli psicofarmaci

guida a cura del Comune di Reggio Emilia. In appendice utile elenco degli psicofarmaci 

 

http://up.comune.re.it/guida_psicofarmaci.htm



grazie

28/11/2011

articolo sui farmaci antidepressivi (spiega come funziona il meccanismo della trasmissione nervosa)


http://www.corriere.it/Speciali/Scienze_e_Tecnologie/2005...


grazie

25/11/2011

"Prozac" senza ricetta (né benefici) E' allarme per le farmacie online

"Prozac" senza ricetta (né benefici) E' allarme per le farmacie online

 
 
 

L'indagine di Altroconsumo e Università di Brescia sul "generico" a base di fluoxetina rivela tutti i pericoli connessi allo shopping medicinale sul web: a parte i costi maggiori, l'analisi chimica sui prodotti acquistati accerta falsificazioni, dosaggi sbagliati e additivi cancerogeni

di LAURA BONASERA, repubblica.it

 

"Prozac" senza ricetta (né benefici)  E' allarme per le farmacie online   Un'immagine rappresentativa di farmaci  

























ROMA - Comodo, economico, pratico. E soprattutto senza prescrizione medica. Per questo, l’online batte la realtà. Ma l'acquisto di un farmaco in una farmacia virtuale nel 96% dei casi, o meglio, dei siti internet, è illegale e rischioso. La sirena d'allarme aveva già suonato quando l'Ue ha presentato la ricerca Fake medicines: a global issue (False medicine, un problema globale, 1 ndr). Ora una nuova indagine condotta da Altroconsumo (associazione italiana per la tutela e difesa dei consumatori 2) in collaborazione con il "Q-tech Research and study Centre" dell'Università degli studi di Brescia, riaccende i riflettori sul fenomeno e mette in guardia su un  fenomeno che nasceva con i lifestyle come viagra, ormoni anabolizzanti o anoressizzanti per dimagrire, e ora si espande, arrivando fino ai farmaci salvavita. Patologie cardiache e oncologiche comprese. 

L'inchiesta, a metà tra giornalismo e scienza, è basata 
sull'acquisto e l'analisi successiva di un solo farmaco generico. Quello a base di fluoxetina, principio attivo del Prozac. Un antidepressivo che, agendo prepotentemente sul sistema nervoso centrale, necessita della somministrazione monitorata del medico e della prescrizione per l'acquisto.      

Sul motore di ricerca Google, ad esempio, secondo l'indagine, sono stati 98 i siti di farmacie online che hanno immediatamente palesato disponibilità alla vendita. Di questi, però, 34 sono stati subito scartati dai ricercatori. Erano doppioni, cloni, o addirittura siti "fantasma", scomparsi cioè dalla rete dopo qualche giorno. L'acquisto con carta prepagata è stato tentato, quindi, in 64 farmacie del web. L'acquisto è riuscito in 19 casi. E con successo, ovvero con reperimento del farmaco a un indirizzo di casella postale, solo in 13. Tra questi, si evidenziano anche un caso di doppio rinvio e uno di fermo in dogana.

Oltre ai rischi, acquistare un farmaco online risulta essere spesso una perdita di tempo e denaro. Nel 31% dei casi, infatti, dopo l'acquisto e il pagamento il farmaco non viene recapitato. E non sono previste modalità di rimborso. Il prezzo-affare, fra l'altro, che potrebbe tentare all'acquisto, molto spesso - secondo l'indagine - è un prezzo "civetta" dato che per una pillola che in farmacia costa 30 centesimi si arriva a pagare online anche 1 euro e 70 centesimi con le spese di spedizione.

Se la maggior parte dei siti ha solo la versione in inglese, chi ha anche quella italiana, come Eurodrugstore.eu, mostra un'altra contraddizione: nella prima, è richiesta la prescrizione medica, nella seconda no. Sul sito Valuepharmaceuticals.com, invece, la prescrizione è un requisito necessario. Ma per avere il via libera all'acquisto è sufficiente dichiarare che la prescrizione verrà inviata in seguito.   

I 13 pacchi comprati con successo sono arrivati a destinazione con una media di 30 giorni di tempo dalla data dell'ordine. I ricercatori di Altroconsumo lo hanno aperti in una cappa sterile, in modo da evitare contaminazioni con l'ambiente esterno per non alterare o condizionare il prodotto. Poi si è passati alle analisi microbiologiche e chimiche. Cos'è arrivato a casa in sostanza? Farmaci scadenti se non addirittura falsi o contraffatti, con dosaggi sballati, sostanze tossiche o contaminate, confezioni con date di scadenza false. In sette casi, infatti, è stata attestata la presenza di impurezze oltre che di livelli più alti, rispetto al generico acquistato in farmacia, di metalli. Quantità che, seppur nei limiti della norma, variano pericolosamente da pillola a pillola. 

Ma è con le tracce di solventi, possibili fattori cancerogeni, rinvenute in ben otto farmaci su 13, che la soglia di allarme si fa più bassa. Cinque campioni presentano stirene, tre il cloroformio. Sostanze che nel farmaco generico acquistato in farmacia sono del tutto assenti. In due dei farmaci acquistati online, invece, la presenza del principio attivo è risultata inferiore al 10% rispetto al contenuto dichiarato sulla confezione.

Gli autori sottolineano, inoltre, come disomogeneo il comportamento tenuto dalla dogana sia "un' evidente conseguenza di un vuoto normativo". Zero garanzie, insomma, per l'acquisto di farmaci online. E il rischio di pagare un prezzo alto in salute, oltre che in denaro, è altissimo. Se si tratta di farmaci, conclude l'indagine, è meglio evitare lo shopping online.   

24/10/2011

Antidepressant Use Up 400% in Past Decade

RiccardoGatti: CDC: Antidepressant Use Up 400% in Past Decade http://t.co/craCxJz6

 
 
 
RiccardoGatti: CDC: Antidepressant Use Up 400% in Past Decade http://t.co/craCxJz6
 
 
grazie