11/05/2012

Carcere e tossicodipendenti. Attivita' DPA per misure alternative

Carcere e tossicodipendenti. Attivita' DPA per misure alternative
Wed, 09 May 2012 18:21:30 +0200

Carceri: Sappe, misure alternative per i tossicodipendenti

Adnkronos - Roma, 9/5/12 -"È indispensabile incrementarel'utilizzo di misure alternative al carcere per i tossicodipendenti reclusi. Per ...

27/02/2012

PERCORSI ALTERNATIVI ALLA DETENZIONE PER LA PRESA IN CARICO DI DETENUTI TOSSICODIPENDENTI

 

Percorsi alternativi alla detenzione per la presa in carico di detenuti con problemi di dipendenza da alcol e droga.
La Regione Toscana ha erogato un finanziamento in favore delle Aziende Sanitarie per incrementare le misure alternative al carcere.

Il problema della tossicodipendenza all’interno delle strutture detentive toscane riguarda circa un terzo della popolazione carceraria: quasi 1.500 persone.
L’intento della Regione Toscana è anche quello di ridurre il sovraffollamento in cui versano molti istituti penitenziari, sovraffollamento che costituisce uno degli ostacoli principali all’adozione di misure di prevenzione efficaci.

L’Assessore al Diritto alla Salute Daniela Scaramuccia in un suo intervento ha ribadito”il diritto alla salute non fa eccezioni sia che si tratti di liberi cittadini che di persone costrette al limitazione della libertà per reati commessi. Per questa ragione è opportuno garantire ai sogggetti tossicodipendenti programmi di riabilitazione idonei in base al tipo e alla gravità della dipendenza, alla fase della malattia, al grado di motivazione ad uscirne, alle aspettative e condizioni socio-relazionali”.

Secondo Franco Corleone, garante dei detenuti del comune di Firenze, i reclusi che potranno effettivamente usufruire della possibilità di trasferimento in comunità ammonta a circa 500. Non tutti i reclusi possono infatti sfruttare questa possibilità: ne sono esclusi quelli con una pena superiore ai tre anni e quelli recidivi.

Nell’ultima seduta dell’anno, la Giunta Regionale ha approvato una delibera che individua la procedura per l’accesso da parte di detenuti alcol e tossico dipendenti ai percorsi terapeutico-riabilitativi alternativi al carcere.

Gli obiettivi sono: garantire diagnosi tempestive e corrette alle persone in situazione di bisogno; cure e percorsi di reinserimento sociale e un miglioramento delle condizioni di vita rese ancora più difficili a causa del sovraffollamento.

Il funzionamento del sistema si poggia sul coinvolgimento di tutti gli operatori che, a vario titolo, hanno rapporti con i detenuti: dagli operatori sanitari (Sert) alla polizia penitenziaria, dal personale del tribunale di sorveglianza a quello Uepe (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), per arrivare agli operatori di enti ausiliari, cooperative sociali, associazioni di volontariato, gruppi di mutuo auto aiuto.

I principi che caratterizzano il percorso sono il passaggio da un sistema di attesa a uno “di iniziativa” (incoraggiando i detenuti a presentare propri progetti), l’importanza della diagnosi, che deve essere accurata e tempestiva, l’individuazione del percorso riabilitativo da seguire, i programmi terapeutici da adottare e le strutture che devono attuarli.

DELIBERAZIONE 27 dicembre 2011, n. 1232
D.G.R.T. n. 848/2010: Approvazione linee di indirizzo per la presa in carico di persone detenute tossicodipendenti e alcoldipendenti per l’incremento della fruizione dei percorsi alternativi al carcere e destinazione risorse

D.G.R.T. n. 8482010

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12/02/2012

Detenuto #tossicodipendente muore a Regina Coeli

 

 

Detenuto tossicodipendente muore a Regina Coeli

 
 
 
"La morte di un detenuto tossicodipendente nel carcere romano di Regina Coeli, struttura sovraffollata da oltre 1.200 detenuti rispetto ai circa 700 posti letto e con un Reparto di Polizia Penitenziaria carente di piu' di 70 unita, deve fare riflettere sulla validita' di mantenere i tossicodipendenti in carcere". A dirlo e' Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia penitenziaria [...]

25/01/2012

In comunità i detenuti #tossicodipendenti, Toscana investe 670 mila euro

 

In comunità i detenuti tossicodipendenti, Toscana investe 670 mila euro

 
 
 

Redattore Sociale

- FIRENZE – 670mila euro in favore della aziende sanitarie toscane per la presa in carico dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti che possono usufruire delle misure alternative al carcere. E’ quanto ha stanziato la regione Toscana con l’intento di allentare il sovraffollamento in cui versano molti istituti penitenziari toscani.  


“Come ho avuto già modo di dire in altre occasioni – ha commentato l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – il diritto alla salute non fa eccezioni: che si tratti di liberi cittadini o di persone costrette a limitazioni della libertà per reati commessi. Il problema della tossicodipendenza all’interno delle strutture detentive toscane riguarda circa un terzo della popolazione carceraria, quasi 1.500 persone complessivamente. Senza dimenticare che la situazione di sovraffollamento di varie realtà, costituisce uno degli ostacoli principali all’adozione di efficaci misure di prevenzione. Occorre individuare percorsi alternativi – ha concluso l’assessore – affinché venga garantita a queste persone la possibilità di avere il programma di riabilitazione più idoneo in base al tipo e alla gravità della dipendenza, alla fase della malattia, al grado di motivazione ad uscirne, alle aspettative e condizioni socio-relazionali”. 



Secondo Franco Corleone, garante dei detenuti del comune di Firenze, i detenuti che possono effettivamente usufruire della possibilità di trasferimento in comunità ammonterebbero a circa 500, che potrebbero uscire sin da ora. Non tutti i reclusi possono infatti sfruttare questa possibilità: ne sono esclusi quelli con una pena superiore ai tre anni e quelli recidivi.


Nell’ultima seduta dell’anno, la giunta regionale ha approvato una delibera che individua la procedura per l’accesso, da parte di detenuti alcol e tossico dipendenti, a percorsi terapeutico-riabilitativi alternativi al carcere. Gli obiettivi sono: garantire alle persone in situazione di bisogno diagnosi tempestive e corrette, cure e percorsi di reinserimento sociale e un miglioramento delle condizioni di vita specialmente quando, a causa dell’eccessivo affollamento delle strutture, questo non sia possibile.


Il funzionamento del sistema si poggia sul coinvolgimento di tutti gli operatori che a vario titolo hanno rapporti con i detenuti: dagli operatori sanitari (Sert) alla polizia penitenziaria, dal personale del tribunale di sorveglianza a quello Uepe (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), per arrivare agli operatori di enti ausiliari, cooperative sociali, associazioni di volontariato, gruppi di mutuo auto aiuto.


I principi che caratterizzano il percorso sono il passaggio da un ‘sistema di attesa’ a uno ‘di iniziativa’ (incoraggiando i detenuti a presentare propri progetti), l’importanza della diagnosi, che deve essere accurata e tempestiva, l’individuazione del percorso riabilitativo da seguire, i programmi terapeutici da adottare e le strutture che devono attuarli.

17/01/2012

REGIONE TOSCANA: MISURE ALTERNATIVE AL CARCERE


 
 
 

670 mila euro per trasferire i detenuti tossicodipendenti in comunità. È quanto ha stanziato la Regione Toscana con l’intento di allentare il sovraffollamento in cui versano molti istituti penitenziari toscani. Corleone: “Possono uscire subito”. Scaramuccia: “In carcere ci sono circa 1.500 tossicodipendenti”.

 

Seicento settantamila euro in favore della aziende sanitarie toscane per la presa in carico dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti che possono usufruire delle misure alternative al carcere. È quanto ha stanziato la regione Toscana con l’intento di allentare il sovraffollamento in cui versano molti istituti penitenziari toscani. “Come ho avuto già modo di dire in altre occasioni – ha commentato l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – il diritto alla salute non fa eccezioni: che si tratti di liberi cittadini o di persone costrette a limitazioni della libertà per reati commessi.
Il problema della tossicodipendenza all’interno delle strutture detentive toscane riguarda circa un terzo della popolazione carceraria, quasi 1.500 persone complessivamente. Senza dimenticare che la situazione di sovraffollamento di varie realtà, costituisce uno degli ostacoli principali all’adozione di efficaci misure di prevenzione. Occorre individuare percorsi alternativi – ha concluso l’assessore – affinché venga garantita a queste persone la possibilità di avere il programma di riabilitazione più idoneo in base al tipo e alla gravità della dipendenza, alla fase della malattia, al grado di motivazione ad uscirne, alle aspettative e condizioni socio-relazionali”.

Secondo Franco Corleone, garante dei detenuti del comune di Firenze, i detenuti che possono effettivamente usufruire della possibilità di trasferimento in comunità ammonterebbero a circa 500, che potrebbero uscire sin da ora. Non tutti i reclusi possono infatti sfruttare questa possibilità: ne sono esclusi quelli con una pena superiore ai tre anni e quelli recidivi. Nell’ultima seduta dell’anno, la giunta regionale ha approvato una delibera che individua la procedura per l’accesso, da parte di detenuti alcol e tossico dipendenti, a percorsi terapeutico-riabilitativi alternativi al carcere. Gli obiettivi sono: garantire alle persone in situazione di bisogno diagnosi tempestive e corrette, cure e percorsi di reinserimento sociale e un miglioramento delle condizioni di vita specialmente quando, a causa dell’eccessivo affollamento delle strutture, questo non sia possibile.
Il funzionamento del sistema si poggia sul coinvolgimento di tutti gli operatori che a vario titolo hanno rapporti con i detenuti: dagli operatori sanitari (Sert) alla polizia penitenziaria, dal personale del tribunale di sorveglianza a quello Uepe (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), per arrivare agli operatori di enti ausiliari, cooperative sociali, associazioni di volontariato, gruppi di mutuo auto aiuto. I principi che caratterizzano il percorso sono il passaggio da un sistema di attesa a uno “di iniziativa” (incoraggiando i detenuti a presentare propri progetti), l’importanza della diagnosi, che deve essere accurata e tempestiva, l’individuazione del percorso riabilitativo da seguire, i programmi terapeutici da adottare e le strutture che devono attuarli.

Fonte: Saluteincarcere.it

 

grazie

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07/12/2011

CARCERE E DROGA – Percorsi alternativi al carcere

CARCERE E DROGA – Percorsi alternativi al carcere

 
 
 

La presenza di persone tossicodipendenti o alcoldipendenti in carcere, per aver commesso reati di varia natura, comporta da sempre notevoli problemi sia per la gestione di queste persone all’interno di un ambiente di per se cosi problematico, sia per la complessità che la cura di tale stato di malattia comporta. Non vi è dubbio che chi è affetto da tale condizione patologica debba e possa trovare opportune cure al di fuori del carcere e che esistano da tempo dispositivi di legge che permettono di poter realizzare tale intervento. Il D.P.R. 309/90 prevede esplicitamente tale possibilità per tutti coloro che siano in possesso di determinati requisiti e che abbiano un bisogno di cure in relazione alla presenza reale di uno stato di tossicodipendenza o alcoldipendenza.
Il volume è il risultato di uno specifico progetto volto ad aiutare ad incentivare il percorso di riabilitazione e reinserimento sociale lavorativo delle persone tossicodipendenti che hanno commesso reati ma che potrebbero, se in possesso dei requisiti previsti, fruire dei benefici di legge. Per sostenere questo progetto e incrementare la fruizione di questi benefici, sono state scritte delle linee di indirizzo.
I principali problemi affrontati nella pubblicazione sono quelli della grande disomogeneità che attualmente esiste nella formulazione della diagnosi di “tossicodipendenza”, delle farraginose procedure utilizzate per poter inserire le persone nelle misure alternative, dello scarso coordinamento con la magistratura di sorveglianza e, in ultima analisi, della bassa percentuale di persone aventi diritto che fruiscono ad oggi dei benefici previsti dall’art. 94.

 

grazie